silent

Una mattina come tante altre su un treno, una come poche, fortunatamente, per me.
La voce del Frecciargento, con cordialità prima in italiano e poi in inglese, al momento della partenza dalla stazione (e ripetendo il tutto ad ogni nuova fermata) ripete, più o meno testualmente, così: “Preghiamo i gentili passeggeri di mettere il proprio telefono in modalità silenziosa e di parlare con tono moderato della voce al fine di non arrecare disturbo agli altri passeggeri. Ringraziandovi per la collaborazione, vi auguriamo buon viaggio.”

Chiaramente il fatto del “parlare con tono moderato” non è solo riferito ad eventuali telefonate…è riferito proprio al fatto che, condividendo un vagone con altri, col proprio vicino di posto, amico/amante/conoscente/appenaconosciuto/chiunquesia, vista la distanza di pochi cm, ci si può scambiare opinioni senza bisogno di sentirsi al mercato rionale.

Manco a dirlo, legge di Murphy docet, non fa in tempo a finire l’annuncio che parte il primo “squillo”. Termine appropriato, visto che la suoneria in questione è proprio quella da vecchio telefono grigio a rotella.
Volume suoneria: ti sento anche se ti trovi a 20m sotto terra.
Volume voce di chi risponde: ovunque sia l’interlocutore, attacca tranquillo che tanto lo puoi comunque sentire live.

Tempo altri 26 secondi, iniziano vari “fischietti” da messaggi dei Samsung.
Di seguito notifiche di whatsapp da iPhone.
Altra suoneria.

Sembrava quasi i telefoni si fossero messi d’accordo come a voler fare una pernacchiona alla voce annunciante: “si, si dai…finisci di parlare che poi iniziamo noi!”

Vabbè…subito ho pensato: i soliti distratti! Per mettere la modalità silenzioso manco devi entrare nel telefono: basta schiacciare un tastino esterno ed il gioco è fatto!

Niente…i telefoni continuano.
Lo so, sembra la solita esagerazione romanzesca: non lo è.

Solo quello accanto a me, forse perchè sentitosi osservato, ad un certo punto ha deciso di mettere la modalità silenziosa.

Per il resto sembrava che oggi la carrozza 4 fosse la convention delle compagnie telefoniche.
Che io possa diventare una donna domani se oggi non ho sentito almeno una ventina di suonerie differenti.

Tuttavia mi consolo col fatto che NOI (si, voglio generalizzare!), siamo quel popolo che sa sempre quando, dove, come e a chi bisogna esportare la civiltà.

Per fortuna…
Pensa ci veni

sse mai il dubbio di essere dei cafoni, ignoranti ed incivili…

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