chichen-itza

Lo devo fare, lo devo scrivere, lo devo dire.

Con l’arrivo di Marzo 2015 sono giusti giusti 18 anni che, con diversi ruoli e sfumature, lavoro nel mondo del turismo. Ho avuto la fortuna di girare molto, di conoscere tantissima gente e di vedere tantissimissime cose.

La prima cosa bella (adesso interviene Malyka Ayane) è il vedere, vivere e conoscere nuovi punti di vista, nuove usanze, nuovi modi di fare. O forse, più che “nuovi”, credo che il termine azzeccato sia “diversi” con un’accezione assolutamente positiva, a differenza di come troppo spesso si vuole utilizzare il termine “diverso”: molte, troppe volte “diverso” si riesce a farlo diventare un sinonimo di “sbagliato”.

In 18 anni ne ho viste e vissute di cotte e di crude. Grazie forse a continue scorpacciate di “belle cose” che riescono ad alleggerire la vita, i miei occhi e le mie orecchie sono diventati insensibili ad alcune esternazioni del “turista”: all’inizio alcune cose mi urtavano i nervi, ora, sempre più spesso, preferisco farmi una risata e girarmi dall’altra parte.

C’è però ancora una cosa che mi urta spesso e parecchio: l’ignoranza. Passo da snob, radical chic, sborone, sotuttoio?
Può darsi…ma chissenefrega. Una cosa ancora non la posso sopportare.

Sul volo di rientro dal Messico, dove sono stato i primi di Marzo, nei paraggi del mio posto si trovava un gruppetto di una 15ina di persone che si erano visti durante una visita di 2 giorni al sito archeologico di Chichen Itzà per poi disperdersi oguno (o meglio ogni coppia) per destinazioni diverse: chi altri siti archeologici, chi già qualche spiaggia.

Premessa: per chi non fosse mai stato in Messico e non avesse mai visitato Chichen Itzà, sto parlando di uno dei posti più magici sulla terra. Oggettivamente parlando, credo che un barlume di emozione quando si arriva davanti alla piramide ce lo possa avere anche un albero. Le guide che accompagnano nel sito sono tutte estremamente preparate: i racconti sulla costruzione ed il significato delle piramidi sono molto affascinanti. Ma in questo caso ci può stare che a qualcuno non interessi…allo stesso tempo nessuno mai potrà obiettare sulla preparazione delle guide!

Beh, mentre sentivo queste chiacchiere a 10mila metri di quota, nel posto accanto al mio una coppia parla con una signora.
(La lei della coppia con decolletè rovinato da un insolazione, il lui della coppia con la fronte totalmente spellata: questo per diritto di cronaca.)

C: – “Noi dopo Chichen Itza siamo andati subito in villaggio: volevamo rilassarci e vedere tutti quei monumenti (MONUMENTI!!!) poi ci stancava…Tu poi dove sei andata?”
S: – “Sono andata a Uxmal [altro posto fotonico, almeno per me, ndr]”
C: – “Ah…..e com’è?”
S: – “Mah…..sempre le solite pietre….”
Risata di tutti e 3.

Le solite pietre….Frase che già sentii anni fa quando feci la crociera sul Nilo. Frase che ho sentito anche da chi ha visitato Petra.

No! Non ci sto! Qui non è questione di essere snob, radical chic, sborone, sotuttoio! Qui è solo questione di ignoranza. Pura. L’essenza. L’ABC. Il nucleo. La punta. Dell’ignoranza intendo.
Io non li voglio in vacanza questi.
Non DEVE piacere Chichen Itzà: ci sta che a qualcuno non piaccia! Va bene!

Ma dire “le solite pietre” con quella supponenza che invece vedere Raiuno o Canale 5 la sera sia più intelligente…beh mi fa girare i cocones!

Quindi, con tutto ciò cosa volevo dire?

Solo questo. Dopotutto è il mio blog e, come dice Bergonzoni, secondo una mia opinione, che tra l’altro condivido, posso scrivere ciò che voglio.

Ciao

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