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Si dice che il Cammino di Santiago inizi nell’esatto momento in cui ti viene voglia di farlo.
Quindi posso dire che il mio Cammino è iniziato da tempo, qualche anno forse, affascinato dal gusto dell’avventura, programmata ma pur sempre un’avventura.
Per caso ho ritrovato un messaggio alla mia allora fidanzata, datato 9 Maggio 2014 (per la precisione alle 17:23), in cui scrivo testualmente “Oggi credo di aver preso una decisione: prox anno voglio fare il Cammino di Santiago in bici. [ecc…]”
Nel mio caso è stato un lungo Cammino fino ad ora. Ci pensavo, poi ci ripensavo, poi mi dicevo “certo che lo faccio”, poi “ma chi cazzo me lo fa fare”…pensa che ci ripensa ed ecco che ora, che ho anche prenotato il volo, non mi tiro più indietro.
Anzi, è diventato il mio primo e principale pensiero quotidiano.
La domanda che alcuni mi fanno è: perchè?
La risposta a cui tutti do è: boh! Perchè sento che lo devo fare!
Non ho finalità religiose. Forse più precisamente il termine giusto sarebbe “spirituali”.
Non smetterò mai di ringraziare l’universo per il lavoro e la vita che mi ha donato: ho girato e continuo a girare come una trottola, ho conosciuto migliaia di persone, ho visto centinaia di posti, in Italia e all’estero, sono stato in luoghi nei quali mai e poi mai avrei pensato di andare.
Sono stato in tutti i continenti esclusa, per ora, l’Oceania. Ho accettato serate nei posti più dispersi d’Italia e tuttora ogni volta che mi arriva una richiesta per luoghi che fatichi anche a trovare su Google Maps mi entusiasmo solo per il gusto di andarci, mica tanto per farci una serata.
Eppure, nella stragrande maggioranza dei casi, se non praticamente sempre, non sono mai stato da solo.
Non che il Cammino sia il luogo dove si vive di solutidine, visti i numeri di pellegrini che ogni anno solcano la strada verso Santiago, ma lo affronto da solo, coi miei tempi, col mio gusto, senza troppi programmi e vivendo alla giornata ciò che mi accadrà.
“Cosa stai cercando?” mi è stato anche chiesto.
Anche in questo caso non ho una risposta. In realtà non sto cercando niente se non provare la sensazione di fare qualcosa che va totalmente al di fuori degli schemi che la mia pur movimentata e mai ovvia vita offre alla mia quotidianità.
Se ho anche delle preoccupazioni? Ma certo! Dopotutto gli oltre 800km in bici me li devo fare, per strade che conosco solo su mappe che mi sto studiando su internet e su delle guide, non sapendo esattamente cosa significhi scalare una montagna, stare in sella per svariate ore per più giorni di fila, trovare da dormire ogni notte in un qualche posto, affrontare un clima che potrebbe essere clemente ma magari anche no e che, in questo caso, non deve comunque impedirmi di proseguire, capire quando riuscirò a rientrare (ce la farò a mantenere una media di 70/80 km al giorno? Mah…), avere abbastanza vestiti con me, quanto bagaglio portarmi, cosa fare se buco o se la bici dovesse subire danni…
Insomma ci penso a tutte queste cose, ma l’entusiasmo resta comunque più forte!
Ripeto: non so perchè lo faccio, ma so che lo devo fare.
Sono convinto che mi servirà a qualcosa. Non so a cosa, ma sicuramente a qualcosa.
Dopotutto ogni anno migliaia di persone partono e arrivano, anche senza nessun tipo di allenamento.
Io in bici ci vado anche! Quindi questa dev’essere la partenza per soffocare ogni piccolo dubbio sulla mia resistenza alla fatica.
E’ pur vero che mi sono posto dei limiti di tempo in quanto vorrei riuscire ad essere in Italia entro il 12 Giugno, ma, come recita una guida che sto leggendo, “noi sei tu che programmi il Cammino ma è il Cammino che programma te”.
Ecco, questa è l’unica preoccupazione che vorrei e dovrei totalmente cancellare.
Per il resto ci siamo.
Partenza 28 Maggio. Prima tappa: casa – Malpensa – Bordeaux. Da Bordeaux treno in direzione Bayonne. Dormire. Ore 7,45 del 29 Maggio treno per Saint Jean Pied de Port, ai piedi dei Pirenei sul versante francese. Timbro della Credenziale, borracce piene, occhiata alla strada, foto con salto (non potrà mancare!) e poi via, a rosicchiare metri agli 800km che mi aspettano minuto dopo minuto.
E’ così che la vedo. E’ così che sarà

Ultreya! Buen Camino!

ps: se tu che hai letto fin qui la mia pappardella vuoi “fare” il Cammino con me, mandami 2 righe via mail a franceschini@gorillaeventi.it : stamperò il tuo pensiero e lo attaccherò alla bici.

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