Se ufficialmente il Cammino, per convenzione, inizia a Saint Jean Pied de Port, il solo raggiungimento di questo posto fa iniziare il tutto almeno con 1 giorno di anticipo. Almeno per me.

Uscito di casa alle 10, il buon Marottone, dopo avermi aiutato nell’imballare la bici (fin troppo…ci metterò 1h almeno a districarla!), mi ha scortato fino a Malpensa.
Volo Esay Jet delle 15:55 e arrivo a Bordeaux alle 17,20 puntualissimo. La consegna bagagli velocissima (ho dovuto stivare anche lo zaino…) mi ha permesso di uscire dall’aeroporto in tempo x prendere il bus che collega la stazione. Ce n’è 1 ogni ora: quello delle 18 era perfetto! Tragitto 7,20€.

Autista antipatico. Ho deciso di chiamarlo Bernard: mi ispira nome di antipatico. Non mi ha fatto salire sul bus fino a quando ho buttato nel bagagliaio anche il sacchettino con dentro solo 1 mela e 2 banane…Mah! Sto Bernard non sta bene…

In stazione attesa un po’ lunga: ne ho approfittato x guardare la fauna locale. Che antropologo!
Alle 20:47 il TGV per Bayonne mi attendeva sul binario 2 nella Hall 2 (la stazione di Bordeaux ha 2 Hall, sapevatelo). La destinazione finale del treno è Hendaye e, dopo 1 fermata a Dux, alle 22:30, come da programma, sono arrivato a Bayonne. La biglietteria era già chiusa, ma agli automatici mi sono già fatto il biglietto per SJPDP.

Mi ero già prenotato l’hotel cercandolo vicino alla stazione: ero ottimista ma non pensavo così vicino! Il Cote Basque è dall’altra parte della strada, quindi non ho nemmeno faticato così tanto a portare la bici.Visto che l’unico luogo nei pressi dove poter mangiare qualcosa è un kebabbaro Algerino, mi sono sfamato…In questo momento il kebab è appoggiato sulla curva dello stomaco e si polleggia come fosse su un’amaca. Ottima scelta.

Adesso però dormo. Kebab permettendo.

Mi permetto un momento filosofico. Mentre aspettavo in stazione ho pensato quanto sono privilegiato io nel poter fare questo Cammino. Ho trovato mille informazioni su internet e, se non fosse per le ore, raggiugnere SJPDP non è così complicato.

Pensavo ai pellegrini che un tempo partivano all’avventura, spinti davvero solo da una fede enorme. Non come me che, grazie anche a questi privilegi, posso permettermi di percorrere lo stesso cammino spinto prevalentemente da uno spirito di avventura e curiosità, con la sola volontà di provare un’esperienza che mi affascina, mi intriga e, per certi versi, un po’ mi spaventa. Io ho questa di carica a differenza loro. E ho anche internet e soldi a sufficienza qualora una sera, magari stanco, volessi concedermi un hotel.
Provo grande ammirazione nei loro confronti!

Ah dimenticavo, ho già incrociato i primi pellegrini. Cioè non nel senso di averli inchiodati a due assi, nel senso di averli incontrati. Un semplice saluto ed un sorriso complice. E lui: non so da dove venga, non so il suo nome, ma l’ho visto.

Un ragazzo su sedia a rotelle con manubrio/pedali: un mezzo ibrido come quelli che usano gli atleti paralimpici per intenderci. Che stima!
La canzone di oggi è “L’alba” di Jovanotti. Non si può tornare indietro…

Bonne nuit!
Mancano 860km all’arrivo

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