La canzone di ieri è evidentemente servita: la sveglia col sole mette tutt’altra carica per partire.

Innanzitutto ieri sera è stata una piacevolissima serata: ritrovarsi a parlare italiano, inglese, francese e spagnolo in un colpo solo non mi era mai capitato in nessun viaggio e la compagnia era davvero giusta.

(Nella foto ci sono una francese, un canadese, un belga ed un italiano: sembra l’inizio di una barzelletta?)

A letto alle 22,45 (non succedeva dal 1986), i russatori della camerata non hanno infastidito il sonno…unica cosa: FREDDO! Con me ho solo un sacco lenzuolo, quindi ho dormito vestito a più strati visto che l’albergue non aveva coperte.

Sveglia alle 7 circa: preparazione lenta e nonostante il sole la temperatura era ancora piuttosto gelida.

Io e Joyce (ormai proseguiamo insieme) ci siamo fermati in un bar dopo 200m e mi sono scofanato mezzo bancone.

La prima tappa era Pamplona e ci siamo arrivati alternando asfalto (poco) al sentiero sterrato (fattibile).


Pamplona è fighissima ed abbiamo anche beccato una giornata di festa con vari “spettacoli” flokloristici x strada. Inoltre, in Plaza Castillo, abbiamo incontrato ancora il mitico Romulus (il “tifoso” della SPAL) con sua moglie ed abbiamo visitato un po’ della città insieme.


Dopo aver salutato Pamplona ci siamo rimessi in cammino, sempre su sterrato.

I paesaggi sono qualcosa di spettacolare, il sentiero ad un certo punto invece è diventato piuttosto duro: salite (ma va?!?) con pietre e vari pezzi a piedi trainando la bici a mano.

La fatica è però stata ripagata con l’arrivo sull’Alto del Perdono, dove la modernità si fa vedere con le gigantesche pale eoliche ma si resta attaccati alla tradizione anche grazie al suggestivo monumento dei Pellegrini che si trova in cima.


Un breve pausa smangiucchiando qualcosina e via di nuovo. Visto che ci aspettava una bella discesa abbiamo optato per l’asfalto: ottima scelta, almeno 6km con buona pendenza (abbiamo toccato i 70km/h!) e siamo arrivati a Obanos: è qui che mi rendo conto di aver lasciato su una panchina il mio iPod…….si vede che lungo il Cammino il mio destino era non ascoltare musica ma sentire i rumori naturali. Peccato, ci ero affezionato, ma rifarmi quella salita mi avrebbe spezzato: ne comprerò un altro, amen!

Raggiungiamo Puente de la Reina, posto molto carino con un bellissimo ed antico ponte romanico.


Proseguiamo sempre sul Cammino originale incontrando non poche difficoltà: alcuni tratti non sono proprio percorribili con la bici ed in più punti siamo (in molti solo io, da vera schiappa) dovuti scendere a spingere.

L’ultima salita dura è stata per raggiungere Ciraqui: per un attimo ho pensato di aver sbagliato il Cammino perché mi è apparsa la Madonna che mi ha chiesto “sicuro di farcela?”. Oltretutto Ciraqui è un paese fantasma: persone incontrate 0, gatti incontrati 1. Non si può nemmeno dire che c’erano solo 4 gatti.

Poi, alternando di nuovo asfalto (per le discese….quanto le amo!) e sterrato, dopo aver passato Lorca e Villatuerta, siamo arrivati a Estella, tappa finale di oggi.


Ad Estella si sono aggiunte altre 3 persone: Antonio e Vincenzo di Avellino (uno già amico di Joyce, era in programma il beccarli) e Aldo, sardo doc!

Abbiamo trovato l’Albergue Paroquial che ci ospita con una versione gentile della Signorina Rottermeier che ci ha dato le regole: ore 22 a letto e si spegne la luce, sveglia ore 6:30, colazione fino alle 7:30 e alle 8 fuori! È un albergue gestito da volontari, quindi non c’è una tariffa: ognuno lascia l’offerta che crede.

E comunque Estella è una gran scoperta: una città piccola ma molto molto viva, con tanti scorci molto suggestivi, antiche chiese e vicoli antichi.


Oggi un pensiero per tutti i pellegrini: ognuno ha la sua storia, ha la sua vita, ha i suoi programmi ed i suoi pensieri, ma su questo Cammino ognuno di noi ha un punto in comune. La condivisione. Non c’è cosa più bella di incrociare decine di pellegrini, salutarsi, augurarsi “buen Camino!” e ricevere sempre in risposta un sorriso sincero ed un augurio fatto col cuore. Sono solo al secondo giorno di strada, Santiago è ancora lontana, ma se prosegue così sarà anche molto vicina.
Le gambe sono un po’ pese oggi, domani intanto si punta a Logrono (la N avrebbe la cedilla ma sto iPad non me la fa mettere!), poi se resta tempo si prosegue.

È tutto molto bello!
La canzone di oggi è “Rise” di Eddie Vedder, l’ultima canzone sentita col mio FU iPod…ma chissà il destino, magari qualcuno me lo riporta!

Oggi 69,150 km, in giro, pause comprese, per 9 ore.

Ne mancano ancora, ma va bene così…
Ultreya!

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