Il bello di questo Cammino è che, pedalate a parte, ogni giorno riserva novità e sorprese. E mi sto divertendo come un bambino!

Come ormai di abitudine la sveglia è, soprattutto per le mie usanze, molto presto: alle 7,15 sono già vestito, colazione da leoni e si lascia Itero.

Come già previsto dalle carte oggi ci aspetta una tappa di pianura. In questa zona della Castilla y Leon si sviluppa un lungo altipiano (siamo comunque a 800m di quota) totalmente pianeggiante: le famose mesetas.

Dopo lo “smarrimento” dei primi giorni, talvolta dovuto anche alla stanchezza, ormai il nostro Cammino prosegue solo sul sentiero originale. In tappe come queste poi sarebbe anche brutto non fosse così!


A partire da Itero mai come oggi mi sembra di essere vicino a casa: il panorama altro non è che strada sterrata che taglia in 2 immense campagne. Per alcuni tratti si costeggia anche un fiumiciattolo che, visto da lontano, è contenuto da argini che possono in parte ricordare i percorsi lungo il Po.


Non sono previsti troppi paesi da attraversare in questa giornata: quei pochi che vediamo sono piccoli centri che vivono di agricoltura e, da qualche anno a questa parte, del passaggio dei pellegrini.


Mi ricordano molto le cittadine messicane dell’entroterra: manca solo Zorro e siamo a posto!

Si passa da Boadilla del Camino, da Fromista, Poblacion de Campo, Revenga, Villalcazar de Sirga: tutti questi piccoli borghi si trovano lungo il Cammino che, per almeno 30km, corre esattamente al lato della strada provinciale (comunque non estremamente frequentata, se non da pochi trattori e camion).

Arriviamo nel primo centro un po’ più grosso: Carrion de los Condes. Sono solo le 10,30 ma abbiamo già fatto quasi 40km.

Il paese è in festa e, per la prima volta, mi rendo conto che darsi un tempo per completare il Cammino talvolta sia un male: non mi sarebbe dispiaciuto vedere cosa succede durante la festa del Corpus Christi. A vedere dai manifesti appesi per le strade (con accanto, anche qui, gli immancabili politici di turno che promettono cambiamenti…) dev’essere molto interessante.


Tuttavia è tempo di proseguire: oggi, non essendoci punti di particolare interesse da visitare, natura a parte, e vista la strada benevola, abbiamo intenzione di fare km.

Il sole è alto e la temperatura pure: si pedala!

Il panorama non tende a cambiare: sempre strada sterrata a tagliare campi di grano, in brevi tratti con qualche albero ai lati che regala un po’ di refrigerio, un’infinità di ginestre (che, non sapendo che fiori fossero, fino ad oggi chiamavamo “giallognoli”) e tanta tanta polvere!


Ogni tanto c’è qualche saliscendi ma, per rendere idea della difficoltà, non cambio mai rapporto.

Il primo borgo dopo Carrion si trova ad almeno 14km: Calzadilla de la Cueza è lontana dalla strada principale e la pace regna. Fa molto caldo!

Il percorso poi torna ad accostare la strada provinciale ed agevolmente raggiungiamo Sahagun.


Pochi km prima dell’ingresso in città c’è il monumento che segna l’esatta metà del Cammino: è una certa soddisfazione! In realtà per me (e per Joyce) il monumento dovrebbe essere posto una trentina di km prima in quanto noi siamo partiti a da S.Jean P.d.P. e non da Roncisvalle…


A Sahagun arriviamo poco prima delle 14: abbiamo già percorso più di 70km ed è ora di mangiare.

Lungo il percorso il “gruppo dei 7” si è sfaldato, così mangio solo con Giacomo, uno dei 2 ragazzi di Cuneo che si sono aggiunti ieri.

Mentre mangiamo si avvicina Matt, un ragazzo della North Carolina che deve raggiungere degli amici a Calzadilla de los Hermanillos: avrà 15km da farsi a piedi, ma ci spiega che starà con loro solo fino a Leon, giusto per incoraggiarli perché poi proseguirà le sue vacanze in Europa per almeno un paio di mesi.

Dopo un buon relax è il momento di ripartire di nuovo. Lasciamo Sahagun e dopo 5km arriviamo a Calzada de Coto.

Qui il Cammino ha un bivio: sono 2 le strade da poter scegliere.

A destra si imbocca l’antica Via Traiana, a sinistra il percorso attualmente più frequentato dai pellegrini.

Optiamo per il percorso moderno e per lunghi tratti il sentiero, che costeggia una desertissima provinciale, è coperto da alberi rendendo la pedalata meno faticosa (la temperatura si è alzata ulteriormente!).

Incrociamo solo un piccolo paesino, Bercianos del Real Camino, e, come consuetudine per questa giornata, infiniti campi di grano (ma quanta farina fanno in Spagna?!?).

Poco dopo le 16 raggiungiamo El Burgo Ranero, dovergli altri sono già arrivati e ci aspettano: fa caldo, abbiamo già più di 90km nelle gambe e, soprattutto, le chiappe chiedono riposo.

Troviamo un Albergue ed ecco che inizia il cinema…

L’Albergue “La Laguna” è gestito da Vincenzo, un napoletano che ci accoglie in camicia e cravatta. Un personaggio unico: ci accoglie alla giamaicana (e che vuol capire capisca) ed è il sosia dell’alieno di “Avanti un altro!”.

Capelli uguali, parlata uguale, denti uguali.

Più che un Albergue sembra di stare in un vecchio Club Med: i circa 30 posti letto sono in 2 camerate piccole, ma fuori c’è un grande giardino con lettini ed ombrelloni e il relax è totale.


Come se non bastasse oggi è il suo compleanno (anche se dubito sia vero…) e verso le 19 arriva un DJ che inizia a sparare musica tunz tunz a manetta. Devono essere contenti i pellegrini che camminano che già verso le 18 vanno a dormire…

E dico io, in una festa in Spagna può forse mancare la sangria?

Festeggiamo un po’ in Albergue poi usciamo a cena. C’è aria di festa: tra noi 7 ci conosciamo da pochissimi giorni ma siamo ormai un gruppo affiatato.

A dire il vero non è che in questo Cammino stia succedendo qualcosa di così diverso da quella che è stata la mia vita fino ad ora: ho sempre conosciuto un mucchio di gente, con alcuni ho poi legato per il resto della vita, con altri invece ho passato periodi bellissimi per poi perderci di vista.

Che questo Cammino sia un po’ anche la metafora della mia vita?

Comunque El Burgo Ranero, che per densità di popolazione e per vicinanza con altre città può essere paragonata a Denore (e mi spiace per chi non è di Ferrara e quindi non può capire), alle 21,45 offre questo tramonto…


Il quotidiano pensiero per i pellegrini è dedicato ad una coppia di tedeschi, ciclisti: lui 79 anni, lei 75. Sono partiti da Roncisvalle ed arriveranno a Santiago. La fatica che ho fatto io la staranno facendo pure loro, ma l’entusiasmo di fare questa avventura è lo stesso.
Che qualcuno mi dica ancora che l’età anagrafica vuol dire qualcosa…
La canzone di oggi, per la bella giornata e per il “good feeling”, non può che essere “Beautiful that way” di Nicola Piovani cantata da Noa

Oggi 92,38km in 7h25′. In totale ad oggi sono 455,42

La metà è passata, la meta si avvicina…
Ultreya!

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