Partenza

Giusto per rendere l’idea della tappa di oggi, utilizzo Radio Deejay come termine di paragone: sono partito da Santhià che era appena iniziato il Volo del Mattino, sono arrivato a destinazione che stava iniziando Pinocchio.
Nel mezzo tonnellate di pianura (= pedalare sempre, discese mai) e un meteo che, alla facciaccia delle previsioni, è stato più clemente di Mastella.
Parto da un primo concetto: oggi ho fatto il mio record personale di km in un’unica botta. Sarò deriso da decine di ciclisti, ma non avevo mai superato i 100km in una volta sola (chi però conosce la differenza tra bici da strada e mountain bike un po’ può capire).

Come ormai consuetudine, la mia sveglia mattutina è preceduta da una telefonata: questa mattina c’era da spostare il camper perché in mezzo ai piedi, quindi alle 7,45 mi sono svegliato. Che poi, io non ho mosso un dito, ma Michael, ligio al suo dovere di driver, è sceso e lo ha spostato.
C’è anche da tener conto che questo camper non è propriamente una Smart…fare manovra con questo carrozzone di circa 7m non è la cosa più automatica.
Temevo tanta pioggia: non è scesa nemmeno una goccia.
Da Santhià ho immediatamente iniziato a seguire i cartelli che indicavano la Francigena: portano a sentieri sterrati dai quali in lontananza si vede la statale che collega a Vercelli, ma almeno non c’è alcun rischio di essere asfaltati. L’unica scomodità è il terreno un po’ sconnesso che, con le borse nel portapacchi, costringe ad un’andatura moderata.

Risaie
Risate tra risaie

Dopo poco più di 1 ora ero a Vercelli. Non ho avuto modo di visitarla a fondo, ma il colpo di scena è sempre dietro l’angolo: mentre ero sul corso principale mi sento chiamare.
Mi giro e chi vado a ribeccare? Elena, una mia ex collega ai tempi dei Viaggi del Ventaglio: prima stagione in Sardegna, al Telis, nel 1997 e il ricordo di lei che mi accudiva a fine stagione quando ero malato a letto…Poi ci siamo rivisti 2-3 anni fa in un evento a Milano. Infine oggi, con lei che portava a spasso Matteo, il suo bimbo nato da poco. Che belle che sono queste connessioni!

 

Canepazzi
Abbiamo fatto 2 passi insieme e sono passato per il centro, dove oggi c’era anche il mercato.

Piazza Cavour Vercelli
Piazza Cavour e il Mercato (dietro al mio ginocchio sx c’è Camillo. Almeno Benso…)

Visto che la strada era ancora molto lunga, ci siamo salutati e mi sono rimesso sul sentiero.

All’uscita di Vercelli, subito dopo il ponte sul Sesia, la Francigena prosegue con comodi sentieri sterrati, tra immense campagne, alberi e natura. Il sole vero e proprio non è mai uscito oggi, ma forse anche meglio così: si pedalava benissimo!

 

Sentiero
La segnaletica è impeccabile: nel Piemonte è impossibile perdersi. Ad ogni bivio c’è un segnale e il traffico è talmente lontano che manco so dove fossero le statali o provinciali.
All’altezza di Palestro, in mezzo ai campi, ho trovato una bacheca nella quale si fa il “censimento” di quelli che passano per la Via: ovviamente mi sono fermato a mettere la mia firma!
Trovo questa iniziativa semplice ma stupenda!

Censimento pellegrini
Non mi sono soffermato molto nei paesi che ho passato: dopo Palestro ho fatto una girata veloce all’interno di Robbio

Chiesa S.Pietro Robbio
Chiesa di S.Pietro a Robbio

ed ho proseguito la pedalata perché volevo raggiungere Mortara dove Michael, che oggi mi ha fatto anche da badante, mi aspettava per il pranzo.
Altro colpo di scena della prima parte di giornata è stato incontrare di nuovo i pellegrini Svizzeri e Francesi che avevo incontrato ieri, quelli che mi sono venuti a vedere durante lo spettacolo: ci sono persone che sono proprio splendide dentro, non c’è niente da fare…e loro lo sono davvero! Peccato che, probabilmente, non li incrocerò più lungo il cammino…
Verso le 13 arrivo a Mortara: Mike aveva trovato un parcheggio appena fuori dal centro e mi aspettava con la tavola apparecchiata.
Visto che anche lui doveva vivere esperienze particolari, poco prima del mio arrivo ha assistito, sempre nel parcheggio, all’arresto di una persona…(secondo me si sono sbagliati e stavano cercando lui).
Visto che a Mortara avevo già una sessantina di km nelle gambe, mi sono preso un’oretta di pausa: abbiamo mangiato in tranquillità e poi sono ripartito.
Mi sentivo comunque in forma!
Tuttavia l’uscita da Mortara è stata un po’ complicata: se per la parte piemontese ho già speso elogi per la segnaletica, in questo caso ho avuto un po’ di difficoltà a capire dove andare.
Inoltre era cambiato totalmente il fondo del terreno: per parecchi km, fino quasi a Pavia, i sentieri in  diversi punti sono sabbiosi e la pedalata è molto più faticosa.
Ad ogni modo ho proseguito, accompagnato dalla radio che mi ha tenuto compagnia tutto oggi.
Ad un certo punto, in mezzo alla campagna più sperduta, ho anche beccato un signorotto che si era appartato con una signorotta…lui dal finestrino mi ha guardato…lei era impegnata…
Ho quasi fatto indigestione di campagna oggi: continuavo a pedalare e non volevo controllare quanto mi mancava alla fine perché sarebbe stato impegnativo.
Senza rendermene conto ho tagliato fuori Garlasco, riuscendo però a godermi la vista del Santuario della Madonna della Bozzola che è veramente bello.

madonna di garlasco
Passando da Garlasco inevitabilmente mi è venuto in mente il, purtroppo, noto caso di cronaca nera…ed ho pensato quanto la stampa, troppo troppo troppo spesso, debba ricamare epopee su questi casi: le notizie di merda devono sempre essere approfondite, quelle belle manco vengono date, delle volte.

Ad un certo punto perdo i segnali e decido di seguire solo il gps (che per un lungo tratto ho tenuto volutamente spento): verso gli 85km ho avuto una piccola crisi…ho iniziato a sentire le gambe un po’ dure, non vedevo la fine perché era tutta campagna e pianura, non capivo quanto mi mancasse esattamente…Una banana ed una piccola pausa sono state la terapia giusta.

relax banana
Come se non bastasse si è alzato il vento.
Ora…esistono 4 punti cardinali…se si contano anche i punti intermedi ne abbiamo 8…dico io: ma è possibile che quando sei in bici e inizia a tirare il vento debba sempre essere contrario?!?

Tuttavia non mi sono perso d’animo: nel frattempo Michael mi comunicava che non riusciva a trovare un’area di sosta per il camper, ma intanto la cosa principale era quella di riuscire ad arrivare a Pavia. Vivo possibilmente…
Il gps mi fa passare per Zerbolò, primo centro abitato dopo diversi km di campagna, e da lì proseguo ritrovandomi ad un certo punto sull’argine del Ticino: mi è sembrato di tornare a casa per un attimo! Gli argini dei fiumi sono tutti uguali.

lungo ticino
Il lungo Ticino è davvero bello: il sentiero che costeggia il fiume mi ha ridato le forze e, quando mi è apparso il cartello “Pavia”, ho finalmente goduto!

cartello pavia
Ancora qualche km per raggiungere il centro…sempre sull’argine del Ticino.
Ho la serata libera, quindi volevo solo raggiungere il camper per farmi una bella doccia e prepararmi per una cena in totale relax!
Il primo impatto con Pavia è di armonia: è una città bellissima, sembra a misura d’uomo (ma tanto so per certo che chi ci abita la critica…è sempre così…) e ci sono diverse cose interessanti da vedere.
Tuttavia io e Michael dobbiamo trovare un posto dove posteggiare il camper e, dopo le foto di rito, scoviamo un campeggio ad un paio di km fuori dal centro.


Oggi non c’è nessuna Avis ad accogliermi: non tutte le Avis che incontro lungo il tragitto hanno voluto aderire all’iniziativa e Pavia è una di queste.
Poco male: il messaggio a favore della donazione del sangue lo diamo lo stesso, anche oggi, e anche se Pavia non ha aderito al Bike Tour sono convinto che ci appoggino moralmente.

La serata è poi finita in una manifestazione di street food, vicino al campeggio, dove, per festeggiare a questa lunga tappa, abbiamo stappato una birra non propriamente locale ma che ci dà soddisfazione: la Birra Minchia! Un nome, una garanzia!

Minchia

Il tour prosegue e, nonostante la lunghissima pedalata di oggi, sono pronto alla giornata di domani: arriverò a Piacenza e sarà una delle tappe, credo, più “top” del mio cammino.
Domani sera ci sarà lo spettacolo al Baciccia col mio amico Maurizio Bronzini, la cui sorella Giorgia, 2 volte campionessa mondiale di ciclismo, mi scorterà per gli ultimi km della tappa.
Pare che anche domani sia previsto maltempo…ma ormai credo di avere un karma talmente pulito che…vabbè non lo dico.

Ma giusto per non saper né leggere né scrivere, in segno di buon auspicio, la canzone di oggi è “Senza vento” dei Timoria (nel video guardatevi come era conciato Francesco Renga…ho riso mezz’ora)

 

“Contrariamente a quello che succede quando sono in macchina, dove il paesaggio si dà a vedere e non ad essere, in bicicletta io ci sono seduto dentro” (Paul Fournel)

Oggi 109,6 km
TOTALE 261,1KM

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