In questa domenica la mia partenza è dalla bella città di Piacenza.
L’arrivo previsto, secondo coscienza, sarà nel parmigiano, esattamente a Fidenza.
Di mal di gambe e di stanchezza non posso dire di essere senza, ma il tour prosegue e devo pedalare anche perché ho una certa coerenza.
Far tutto il resoconto in rima sarebbe scienza, tuttavia non sono Dante per cui smetto qui: pazienza!
(Anche perchè Dante lo è già mio padre)

Oggi è una giornata di “passaggio”: sono reduce da 2 tappe piuttosto impegnative e ieri sera, dopo lo spettacolo, non si potevano abbandonare gli amici…Quindi, da persona responsabile, sono andato a letto dopo le 3. Che, per dire: dopo 86km, aggiunti ai 110 del giorno prima, e lo spettacolo credo sia la scelta più intelligente da fare. Eh beh!
Comunque sia oggi la tappa si presentava molto easy: è ancora tutta pianura, i km, da mappe, mi risultano una cinquantina e quindi me la sono presa molto comoda.
Innanzitutto sveglia alle 10,30: le gambe questa mattina mi pulsavano e probabilmente potevo preferire l’acqua al vino ieri sera. La preparazione è stata molto lenta: alle 12 scendiamo ed inizio a preparare la bici.

Partenza.jpg
Un gorilla in partenza

Prima di partire però io e Michael ci vediamo con Max e Laura per un pranzetto insieme e per approfittare di una visita al centro della bellissima Piacenza: non avevo mai visto la città e devo dire che è una bella scoperta.

 

Palazzo Piacenza.jpg
C’è una fantastica giornata di sole, la primavera in tutto il suo splendore, la città è viva e piazza Cavalli (che, guarda caso, ha proprio 2 statue di cavalli) è davvero molto bella e grande.

Archi Piacenza 2
Dopo un pranzetto veloce, verso le 13,30 mi metto di nuovo in sella e saluto i miei amichetti.
L’uscita da Piacenza è semplice: ci sono segnali a sufficienza per non perdersi ma, onde evitare l’esperienza di ieri, oggi lascio il mio intuito nelle borse e mi affido al gps.
Fino a Fiorenzuola d’Arda però non è che ci sia una gran alternativa di strade: anche i cartelli che trovo lungo il percorso mi indicano che, almeno per qualche km, la Via Emilia sarà l’unica soluzione.
Ma è domenica, è un orario dove il popolo è a tavola e non trovo tanto traffico a disturbarmi.
Passo anche attraverso 2 paesi in festa: a Pontenure c’è un grande mercatino delle pulci, a Cadeo, oltre a Cesare, c’è una fiera.
Bancarelle come piovessero!
Arrivo a Fiorenzuola piuttosto in fretta e ad un orario, evidentemente, in cui la maggior parte degli abitanti è impegnata altrove: non incrocio anima viva.

Fiorenzuola S.Francesco da Tours.jpg
Chiesa di S.Franesco da Tours

Faccio un giro veloce tra le vie del centro, vedo un paio di chiese (ad oggi credo di averne già viste almeno 300), trovo una gelateria aperta (olè!) e inizio a cercare di capire come raggiungere Fidenza, visto che, tra gps e mappe, ho 2 alternative.
Scelgo la via che mi porterà tra le campagne e pochi km fuori da Fiorenzuola raggiungo Chiaravalle della Colomba dove c’è un’antica ed interessante Abbazia risalente, a quanto pare, al 1135. C’è un mucchio di gente che sta entrando.

Abbazia Chiaravalle
Mi ferma un signore anziano: “Sta facendo la FranCHIgena?”
Ho notato che è una moda aggiungere quest’acca dove non deve esserci.
Al prossimo risponderò che in realtà sto facendo la Franceschinigena.

Proseguo: accanto all’Abbazia seguo la strada che indica per Busseto. Come previsto iniziano i sentieri tra le campagne, le tipiche campagne della Pianura Padana, del tutto uguali ai dintorni di casa mia.
Ci sono segnali e adesivi un po’ ovunque, non mi posso perdere. Non incrocio un granché di persone e mi faccio con calma il mio percorso, godendomi la giornata di sole con una temperatura fantastica: c’è un gran profumo di primavera (e vicino ad una stalla, a dirla tutta, anche di letame).
Il bello di fare quel che sto facendo è che delle sorprese sono sempre dietro l’angolo: lungo uno stradone ghiaiato, incrocio un casolare dove all’esterno trovo una serie di segnali che indicano le distanze da vari posti nel mondo.

Segnaletica Massimo.jpg
Nell’aia una tavola apparecchiata ed un gruppetto di persone. Il padrone di casa mi chiama e mi invita a sedermi con loro per bere una cosa.
Si chiama Massimo e apprezzo subito la sua ospitalità. Mi fermo e mi offre un bicchiere di birra.
Mi ritrovo al tavolo con lui, la sua compagna, originaria di Palermo, altri amici, sempre siciliani, ed un ragazzo di origini irachene.
Sembra quasi l’inizio di una barzelletta!
Sono tutti molto cordiali e mi fermo una mezz’oretta a parlare un po’: persone piacevolissime e gentilissime.
Massimo non ha un B&B ma, essendo lungo il percorso della Francigena, mette a disposizione una stanza per chi ne avesse necessità: io le persone come lui le stimo tantissimo.

Massimo
Massimo è quello con la maglia rossa

Dopo esserci salutati riprendo la via, manca poco all’arrivo e proseguo per le strade di campagna: passo Castione Marchesi e dopo un paio di km arrivo a Bastelli, un gruppetto di case ed un Santuario risalente al XIV secolo.
Fidenza è appena dopo il cavalcavia che supera l’A1 ed arrivo in città, nella piazza principale, dove è in corso una festa con tanti bambini ed uno speaker al microfono che ha la stessa voce di Gene Gnocchi (originario, tra l’altro, di Fidenza).

 

Arrivo
La parlata tipica di queste parte, oltre all’accento emiliano, è contraddistinta dalla erre moscia e subito fa simpatia.
Fa invece molto ridere il cantante che si cimenta in un “O’ surdato ‘nnamurato”: la canzone napoletana con accento parmigiano e, soprattutto, il “oje core ‘e chistu core” con la erre moscia, sono un capolavoro che manco la Corrida credo abbia mai visto!

L’albergo che questa sera l’Avis locale ci ha messo a disposizione è proprio dietro la piazza.
Verso le 19 mi incontro con Nicoletta, la presidente dell’Avis Fidenza, che, con suo marito, invita me e Michael per un aperitivo.
Dopo un prosecco ed una gradevolissima chiacchierata ci salutiamo.
Stasera libertà: devo recuperare un po’ di forze. Gli ultimi 2 giorni sono stati abbastanza stancanti…
Alle 21 io e la mia badante siamo già in camera.

Domani c’è una bella salita che mi aspetta: non si tratta di Passo dello Stelvio, ma per arrivare a Berceto mi sa che ci sarà da sudarsela.
Vorrà dire che mi asciugherò!

E’ il sesto giorno e per ora va tutto bene. Let’s go!

“Adoro andare in bicicletta, vedo cose che altrimenti non avrei mai visto. Le vie hanno doppi sensi anche dove ce n’è uno solo” (Stephen Littleword)

La canzone del giorno, per le good vibes respirate e per il tempo fighissimo, oggi è “Sunshine reggae” dei Laid Back

Oggi 51,78 km
TOTALE 399,18KM

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