La provincia di Parma: tra pianura, campagne, erre moscie, culatelli, prosciutti, Barille e Mulini Bianchi, Tanzi e Parmalat, parmigiani reggiani e colline.
Bellissime colline! Fantastiche colline! Minchia che colline…

La giornata inizia nel migliore dei modi: sole splendido splendente, colazione bella abbondante, temperatura un po’ ciavarina e per questo una giacchetta ci sta.
Michael mi accompagna fino al Duomo di Fidenza dove voglio fare la foto della partenza del mattino: stanno facendo dei lavori di ristrutturazione alla facciata…uffa.

Duomo Fidenza

Oggi è il giorno in cui Mike se ne torna a casa e mi lascia dopo 3 giorni di driveraggio, badantaggio e cuocaggine: è stato un fantastico compagno di avventura! Bravo lui!

Ciao Michael

Io però devo proseguire e la tappa di oggi si prospetta duretta: mi rifaccio alle mappe che ho, mio unico punto di riferimento, e leggo che mi aspettano circa 1300m di dislivello ed una distanzo tra i 60 e i 70 km. Si insomma, roba affrontabilissima, ma questa sera c’è anche lo show!
Quindi parto: i primi 10km sono ancora pianura. Devo uscire da Fidenza (segnaletica al suo posto!) e seguire per Fornovo di Taro. C’è una prima salitina da affrontare e che mi porta fino a Costamezzana: la cosa positiva, nonostante la pedalata lenta e in pendenza, è che capisco subito che per tutto il giorno potrò godere di panorami della madonna!
Il cielo è di un azzurro che azzurro così me lo ricordo solo a Sharm. Il sole splende che è una meraviglia e tutti i campi sono di un verde che sembra li abbiano pitturati.

Colori
No filter

Fino a Fornovo è un alternarsi poi di salite e discese, poco pendenti, tutto molto affrontabile, si pedala in modo agevole.
Oggi di percorso per camminanti ne ho fatto ben poco: avrei potuto essere più audace nella prima parte, ma alla fin fine anche le strade che ho preso mi hanno dato le loro soddisfazioni. Il traffico è lontano ed entro su strade principali solo all’altezza di Medesano, Felegara e all’ingresso di Fornovo.

Pellegrino ponte Fornovo Taro
Per entrare in paese si passa un lungo ponte sopra al fiume Taro e alla fine della ringhiera noto una simpatica statuetta raffigurante un pellegrino: in queste zone ho potuto constatare che alla Via Francigena ci tengono e non poco. Ieri sera Nicoletta, la presidente Avis di Fidenza, mi diceva anche che la prima associazione per la promozione della Francigena nacque proprio a Fidenza.

Fornovo è un piccolo centro e faccio giusto un giretto per vedere il Duomo (da fuori) e approfittando di un fruttivendolo per prendermi un paio di banane: credo che a fine tour la Ciquita mi darà un premio.

Da qui in poi inizia la passione di Cristo. Che poi……ad essere sinceri mi aspettavo molto peggio! Però…

Segnaletica
La cosa che più mi ha fatto ridere è che, appena partito da Fornovo, imbocco una stradina dalla quale stava scendendo un furgoncino: più che strada è un muro in salita!
Penso “iniziamo bene…”. Pensa più velocemente di me il signore alla guida del furgone che tira giù il finestrino e mi dice “Vai vai che qui è uno scherzo…il bello arriva più in su!”. Beeeeeeene.

A tal proposito, oggi, per l’occasione, passo la parola direttamente ai miei polpacci.

Salve, io sono Evaristo, il polpaccio sinistro, e parlo anche a nome di Ernesto, il polpaccio destro. Innanzitutto possibilmente non si faccia della facile ironia sui nostri nomi che sono, a tutti gli effetti, gli stessi dei testicoli. Beh, per questa tappa che dire? Che noi siamo dopotutto tra i più sfigati. E’ sempre un “che orgasmo per gli occhi”, “wow che vista”, “un’aria fresca che mi colpiva il viso!”, “le braccia erano scaldate dal sole!”. Ecco, noi polpacci non solo non siamo mai citati, ma siamo quelli che, soprattutto in questi giorni, abbiamo un ruolo estremamente importante. E’ già buono che Paolo ci dia spazio, tuttavia, senza voler fare i polemici, ci vorremmo lamentare un pochino per il trattamento, soprattutto nella giornata odierna. E’ vero che non era la salita più dura del mondo, ma non è che si può migliorare la situazione? Oggi abbiamo dovuto spingere un po’ troppo per i nostri gusti (e per lo scarso allenamento che il pirla che ci porta addosso ci ha fatto fare prima di partire). Non siamo qui per fare delle sommosse, ma già sappiamo che ai piani più alti, i signori quadricipiti si stanno lamentando pure loro. Pertanto credo sia il caso di aggiustare il tiro!

Bene, riprendo la linea io perché sennò va a finire male…
Dicevo: uscito da Fornovo ho un primo strappo di quelli da vista coi puntini bianchi. Non è lunghissimo, mi porta in mezzo ad un prato, passo di fianco ad arnie piene di api ronzanti, riesco a non prendere nemmeno una puntura anche perché credo di aver fatto pena.
Da lì inizia una lunga e costante salita per diversi km.
Perlomeno la fatica è ripagata pienamente da un panorama che, metro dopo metro, diventa sempre più figo: le colline parmensi sono davvero spettacolari!

Tutto questo...
Figliolo…Tutto questo un giorno sarà tuo

Da Respiccio a Sivizzano è ancora tutto sommato lieve: c’è un qualche strappetto ogni tanto, ma per il resto si pedala tranquillamente.
Da Sivizzano, dove mi fermo per consultare i vari cartelli che indicano i “monumenti” (c’è un chiostro Benedettino risalente al 1100 e quello che era un tipico forno a legna della comunità, ancora in funzione, con accatastamento delle fascine accanto), inizia la Salita con la S maiuscola.
Non sono tantissimi km, ma sembrano non finire mai.
Una pausa me la concede la Pieve di Bardone, un edificio che ha subìto nel corso dei secoli diverse costruzioni e ristrutturazioni, ma che nasce già nel VI sec.

Pieve Bardone 2
Salgo: non ho alternative. Finalmente arrivo a Terenzo. Sudo alla spina. Ma tira anche vento, a tratti, ed arrivano delle folate che mi spostano. Ci fosse una volta che il vento tira alle spalle…#maiunagioia!
La salita diventa leggermente più docile ma prosegue senza tregua fino a quella che considero una delle discese più meritate del tour: scendo veloce fino a Cassio ma tornano delle folate di vento che mi costringono a pedalare anche in discesa.
Il sole è sempre splendido ma l’aria è bella fresca. La discesa prosegue fino a Cavazzola, poi si torna a salire. A sto giro non è più massacrante come prima, però c’è da spingere.

Vengo anche interrotto da una scritta evocativa sul muro…

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Arrivato a Castellonchio mi fermo un attimo e vengo raggiungo telefonicamente da Alberto, il presidente Avis di Berceto, e da Manuele, un fotografo: mi dicono che mi aspettano in cima all’ultima salita prima di Berceto per fare delle foto.
La scelta è ottima: Manu è un grande e mi scatta una miriade di foto, manco fosse il mio matrimonio, ma tira fuori degli scatti fenomenali!

dall'alto.jpg
Scendiamo in paese dal sentiero sassoso e l’ingresso è, come ormai sempre in questi giorni, trionfale: passo sotto l’arco Avis e posso finalmente rilassarmi.
Dopo le foto di rito vengo accompagnato in comune dove mi aspetta il sindaco Luigi Lucchi.
Ecco, ora non so esattamente come descrive quest’uomo…è un personaggio incredibile!
Appena fuori dalla porta del Comune, ha fatto piazzare un sacco da pugile ed un cartello in cui invita i concittadini a sfogarsi prima di entrare da lui per eventuali proteste dal momento che i comuni sono stati vittime di grossi tagli alla spesa da ormai 4 anni.

sacco sindaco.jpg
All’interno del suo ufficio ci sono diversi orologi con gli orari di diverse parti del mondo dove vivono i bercetesi: ad esempio c’è l’orario di Londra con scritto “3500 bercetesi”, quello di New York dove ne vivono 15000…inoltre il comune è gemellato coi nativi Lakota e ci sono numerose testimonianze arrivate direttamente dalla comunità stessa.

Giunge finalmente l’ora della doccia: Berceto è un paesino bellissimo! Non c’entra niente con la doccia, ma mi andava di dirlo ora.

Arriva poi il momento dello spettacolo: questa sera con me c’è il mio amico Rino Ceronte (che all’anagrafe ha anche un nome: Umberto). E’ di Collecchio, qui vicino, e, per chi non lo conoscesse, ha la consuetudine di portare con sé sempre un paio di ragazze (bone) a fare spettacolo. Questa sera c’era solo Cecilia, ma, visto che il contatto con Berceto l’ho avuto grazie alla mia amica Caterina (che conosce bene il mitico sindaco) che stasera è venuta apposta, il duo sul palco è automaticamente formato.

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Arrivano anche Giuseppe e Doriano, rispettivamente presidente e vice dell’Avis Provinciale, che mi annunciano avrò tra il pubblico anche la squadra di football americano di Parma, i Panthers, più volte campioni d’Italia.

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Sono ufficialmente un tifoso dei Panthers

Il teatro parrocchiale è un piccolo gioiello, stasera è pieno e, sarò ridondante, ma anche a sto giro la soddisfazione è a mille: che bellezza!

Domani tappa senza spettacolo: mi toccano gli ultimi 10km di salita per raggiungere il passo della Cisa e poi sarà discesa, o piano, fino a Sarzana.
Sto godendo. La stanchezza è sempre sconfitta dalle cose belle che succedono.
Stasera poi ho avuto la conferma che alla tappa finale di Roma ci sarà con me anche il mio amico Ruggero de’ i Timidi: oh…è bello! Yuhu!
La smetto che altrimenti mi divento antipatico da solo.

Oggi nel salire mi sono ascoltato tutto “40 licks” dei Rolling Stones. C’è una canzone che ogni tanto ritorna con i miei amici “gorillini”. Quindi, col pretesto di dedicarla a loro e alla mia giornata, il pezzo di oggi è “You can’t always get what you want

“Il paradiso in terra non esiste, ma chi va in bicicletta ci arriverà comunque” (Mauro Parrini)

Oggi 66,3 km
TOTALE 465,48KM

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