Dice: “chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova”. Cosa c’entra con oggi? In parte c’entra: le zone che ho passato oggi le conosco piuttosto bene, tuttavia ho voluto fare strade nuove, che non conoscevo (almeno in buona parte), anche perché, a dirla tutta, nella mia vita ogni volta che ho scelto di seguire percorsi diversi da quelli che potevano essere “standard” ho sempre trovato piacevoli sorprese. E così è stato anche oggi.

Dopo la cena cenissima di ieri sera all’azienda agricola Bini, stamattina la sveglia non è suonata: ci ha pensato l’asino ragliando a farmi alzare. Un’altra colazione intensa a base di prodotti “self made” e inizia la preparazione.
Questo luogo funge anche da fattoria didattica per le scuole elementari e questa mattina in visita c’è una scolaresca di Avenza: visitano le stalle, vedono come vivono gli animali, come si coltivano gli ortaggi e come si produce il formaggio.
Non ho mai fatto del formaggio in vita mia: mi mescolo ai bambini di 8 anni…Tipo da 1 a 10, secondo voi, quanto mi sarò divertito? Ho fatto la mia prima formina di formaggio della mia vita!

formaggio+

Oggi la tappa, sulla carta, è molto veloce: Viareggio dista poco da Sarzana, ma le distanze sono relative, così come, dicevo all’inizio, le “strade nuove”.
Appena fuori Sarzana c’è la possibilità di visitare il sito archeologico di Luni: perché non approfittarne?
Seguo le indicazioni e raggiungo il posto. Inizia il primo cinema della giornata.
Arrivo all’ingresso.
“Buongiorno, vorrei visitare il sito, è possibile?”
“Si ma c’è un biglietto da pagare”
“Va bene. Quant’è?” – 
“Sono 4 euro”
Tiro fuori il portafoglio. Ho una banconota da 20€. La signora inizia a guardare nel cassetto…
“Non ho mica da darle il resto…deve andare a cambiare i soldi”
“Ma…aspetti che controllo se ci arrivo con la moneta”
Tiro fuori il portamonete: in totale arrivo a 3,80€. Dentro di me penso “Ma si dai, mi fa entrare lo stesso”. E invece…
“Eh no mi dispiace…”
Ma tirchia! Per 20 centesimi!
Guardo bene nel portafoglio: non so perché ma ho anche una banconota da 1 dollaro.
Le propongo 3€ + 1 dollaro.
La signora “A quanto viene il dollaro ora?”
Io “Boh…credo 1,30 circa…” (ma non ne ho assolutamente idea)
La signora fa un calcolo…ci pensa un attimo…mi guarda…”Ok, va bene”. E mi dà il biglietto.

Storia vera, da raccontare al mondo: sono entrato nel sito archeologico di Luni pagando 3€ + 1 USD. Mah…

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Il teatro!

Il sito ha una certa importanza storica, è molto bello, ma, senza voler fare il polemico, è tenuto proprio…….come dire…..alla cazzo! Mi scuso per il termine ma non ce n’è uno migliore per rendere l’idea.

 

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Questo è solo diritto di cronaca…

Erbacce alte un pò ovunque, ragnatele che sembra sia passato Spider Man durante la notte.
Qui credo che ci sia un concorso di colpe tra il Ministero della Cultura del mio omonimo Ministro Franceschini, che sicuramente non passa troppi fondi, e i custodi stessi del sito che, capisco che non siete pagati per farlo, ma porcoilmondoladro, almeno 2 ragnatele potete anche toglierle!

Ad ogni modo passo almeno 1 oretta tra il museo interno e gli scavi esterni: molto interessante.

Riprendo la via. Noto subito i segnali della Francigena: non posso far altro che seguirli. In Toscana credo mi perderò difficilmente: i percorsi sono perfettamente segnalati.
In breve raggiungo Avenza: giusto per rendere l’idea della capillarità dei segnali, in un punto, dove evidentemente dei lavori in corso bloccano la via originale, ci sono dei cartelli che indicano la deviazione provvisoria della Francigena.

 

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Oggi non voglio guardare né mappe né gps: seguo solo i segnali.
Esco da Avenza e proseguo lungo le stradine secondarie, talvolta asfaltate talvolta sterrate, che, ad un certo punto, mi fanno arrampicare per una collina.
Non ho assolutamente idea di dove potrò finire, ma ho il tempo dalla mia parte e seguo il percorso.

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La fortezza di Avenza

Inizia la mezz’ora di passione: durante un cambio di marcia mi scende la catena…l’operazione che solitamente prevede una perdita di tempo tra i 10 e i 15 secondi, mi ruba almeno 10 minuti buoni. La catena non ne vuole sapere di rimettersi al suo posto. Le parolacce sono terapeutiche anche per questo.
Questo sentiero mi porta sempre più su. Ad un certo punto diventa anche impedalabile, non solo per la pendenza ma anche per le pietre e i solchi che distinguono questa stradina. Che sale e continua a salire. Mi attraversa la strada anche una biscia: non sono esperto in serpenti ma sono certo non fosse nulla di pericoloso, tuttavia mi striscia davvero a pochi centimetri e mi mette un pò sul chivalà.
Continuo a salire e continuo a spingere la bici a mano. Ci sono anche dei gradini e vado sempre più su.

 

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Nel frattempo mi giro e vengo ripagato da una visuale dall’alto di tutta la Versilia che mi fa mettere il cuore in pace!

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Però salgo ancora. Ad un certo punto mi ritrovo in un luogo sconosciuto: decido che è il momento di consultare Google Maps e vedo che sono, in linea d’aria, all’altezza di Marina di Carrara.

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Appena noto un sentiero che scende decido di buttarmi: da qualche parte mi porterà!
Infatti, dopo qualche km di discesa, mi ritrovo a Romagnano: da lì riesco a ricollegarmi con strade note e, nel giro di qualche km, sono a Marina di Massa.
E’ il momento di fare un pò di lungomare: che figata questa Francigena! Sono partito dalla montagna, sono arrivato in collina, ho fatto della gran pianura, mi sono ritrovato in collina e poi di nuovo in montagna, poi ancora collina ed ora il mare. Cosa manca?!?
Ma la cosa che mi fa godere ancora di più è ritrovarmi nei luoghi che sono stati casa mia per quasi 7 anni. Non ricordavo più questo periodo dell’anno come uno dei più “romantici” in assoluto: quando passi dal lungomare, in questo momento dell’anno, senti tantissimi profumi.
Innanzitutto quello del mare: è inconfondibile, in alcuni tratti ha proprio quel gusto di conchiglia, in altri punti sa di sabbia, in altri ancora di salsedine.
I balneari iniziano a fare i lavori di rimessaggio dei propri stabilimenti: si sente quindi anche l’odore di vernice, di copale, di erba tagliata. Si sentono colpi di martello sulle assi di legno, flessibili che tagliano pezzi di ferro, bandiere consumate dai venti invernali che vengono ammainate in attesa di mettere quelle nuove.
La giornata è calda, lievemente ventosa ma soleggiata: in spiaggia vedo tanta gente, da Forte dei Marmi fino a Marina di Pietrasanta.
Controllo l’orario: ho ancora il tempo dalla mia, quindi non voglio abbandonare il percorso della Francigena!
Per questo motivo, giunto all’altezza di Fiumetto, mi butto di nuovo all’interno per raggiungere Pietrasanta, conosciuta anche come la “Piccola Atene” per la qualità di opere d’arte che ospita. Chi non avesse mai avuto modo di visitare questa cittadina, non perda tempo e faccia un salto in Versilia: è un gioiello. Una cittadina che definire bella è riduttivo.

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Quando vivevo qui ci capitavo, non spesso ma ogni tanto: ha ristorantini semplicemente fantastici e la piazza centrale è qualcosa di spettacolare.

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E’ stata scelta anche come buen retiro dallo scultore e pittore Fernando Botero che, in segno di riconoscenza nei confronti della città, ha lasciato una sua opera nella piazza del Comune.

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Devo raggiungere Viareggio: ho ancora mezz’ora buona rispetto all’orario di ritrovo, quindi pedalo ma senza troppa fretta.
Mi ritrovo sul lungomare questa volta all’altezza del Lido di Camaiore. Non so quante volte ho fatto questo viale nella mia vita: forse diecimila! Ma mi piace ancora.

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Entro finalmente a Viareggio, da nord, dal lungomare, dalla cosiddetta terrazza…dopo neanche 100m c’è lo stabilimento balneare, il Bagno Leda, dove ho avuto il mio primo domicilio versiliese, nell’ormai lontano 2003.
Torno ogni anno a Viareggio e continuo ad amare questo luogo.
Viareggio è la città dove quando vai in spiaggia non c’è la sabbia, c’è la rena.
E’ la città dove ti dicono delafia, dove si pescano le arselle, dove c’è IL carnevale, dove ci sono le canzoni del carnevale, dove tutti la criticano ma in realtà tutti la amano.
Perché Viareggio è così: se non avesse tutti quei difetti non sarebbe Viareggio!

Arrivo nella centralissima Piazza Mazzini, sul lungomare, sulla passeggiata. Il camper è lì che mi aspetta, con Cibo che attacca la musica, il presidente dell’Avis locale e, ladies&gentlemen, i miei nuovi driver per i prossimi 3 giorni: Dante a l’Angela, ovvero mio padre e mia madre.
C’è anche Michel a fare la ripresa del mio arrivo: avrò ottimo ricordi di questo momento!

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Sono già le 18 ma non posso non andare a salutare i miei amici del Michie Mouse, la palestra che mi ha accolto come un figlio per tutti gli anni della mia permanenza. E’ sempre bello rivederli!

Ho poco tempo per la doccia: alle 19,30 ci aspettano al Carpe Diem per l’aperitivo. Rivedo anche Alessio, il proprietario del locale: olè!
Nel frattempo arrivano anche Raoul ed Emiliano, i Gemelli Siamesi, e ci accordiamo per lo show.
In Darsena a Viareggio stasera non gira tantissima gente, ma a me basta essere lì.
Arriva anche lo “zoccolo duro” del Bagno Ernesta, con Davide che, cascasse il mondo, è sempre presente!
Lo show è in contemporanea con Atletico Madrid – Barcellona, ma il pubblico ci regala sorrisi, applausi e, anche questa sera, gran soddisfazione.

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Domani tappa senza show: mi aspettano un pò di km visto che c’è da raggiungere Castelfiorentino.
Mio padre sarà alla guida del camper…questa cosa mi fa ridere e mi fa un gran piacere allo stesso tempo.
Mancano ancora 7 tappe, ma ogni giorno che passa vedo il traguardo sempre più vicino: questa Francigena è una figata, non ce n’è!

La canzone di questa sera non c’entra niente con la giornata: tuttavia, essendo un pezzo che apprezzo in modo particolare, credo si sposi bene col mio stato d’animo super positiv.
Et voilà “Serenata lacrimosa” di Mannarino.

Oggi 60,22 Km
TOTALE 605,23KM

Un pensiero riguardo “9^ tappa: Sarzana – Viareggio

  1. Ti leggo sempre ma per questa tappa non posso non commentare… Per prima cosa vorrei sapere dove, la signora bigliettaia di Luni aveva intenzione di farti cambiare i soldi, laggiù in mezzo al nulla, tirchiaccia! Poi ad onor di cronaca dovresti aggiungere che a Viareggio c’è anche un’altra cosa, e in abbondanza! Che siamo scorbutici e caciaroni e che qua sei sempre il benvenuto! Buona pedalata

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