Titoli della giornata: sliding doors – il giorno dopo l’addio al basket di Kobe – i colli toscani – ma non dovevo fare meno km oggi?

Ogni volta che vado a Viareggio e poi me ne torno via, ho sempre quel pensiero sulle “sliding doors”: non c’è nulla di cui sia pentito, però spesso mi viene da chiedermi cosa starei facendo adesso se, a Gennaio 2010, non avessi deciso di tornare ad abitare a Ferrara.
Domande stupide, che non hanno senso…però c’è sempre quel qualcosa che, non so perché, mi fa restare legato a Viareggio. Mah! Problemi miei!
Così come sono stati problemi miei decidere di deviare il percorso Francigeno per la tappa di ieri in quanto oggi mi sono poi dovuto ricollegare a Lucca: i 20km che avevo ipotizzato alla fine sono diventati 27 e, al netto della pedalata odierna, direi che hanno comunque fatto mucchio.

Panorama da Viareggio.jpg
La strada da fare la sapevo benissimo: via lungo la Sarzanese, passaggio prima da Piano del Quercione (dove sono passato davanti alla mia ultima vecchia abitazione…), poi Massarosa, Bozzano, Quiesa e il relativo monte da scavalcare, non estremamente ripido ma con quei 6 tornanti da fare in salita (e poi altrettanti in discesa) che mi hanno dato il buongiorno.
E’ un altro giorno in cui fortunatamente il meteo è dalla mia: il sole è alto e in questa prima parte di giornata la temperatura è buona, talvolta freschina, ma di base si sta bene anche in maniche corte.
Raggiungo Lucca, città che ho visitato più volte e che mi ricorda tanto la mia Ferrara: la cinta di mura esterne la rende del tutto simile come conformazione, poi ci si addentra nel centro storico che è un museo a cielo aperto. Non ho un’idea di quante chiese ci siano nella “Lucca dentro” e faccio un giro anche delle zone che già un pò conosco: passo davanti alla Chiesa di S.Martino dove all’interno è conservata la statua di Ilaria del Carretto, scolpita da Jacopo della Quercia, un ricordo che porto avanti dalla gita di 2^ media.

Lucca
Mi addentro per Via Fillungo, una delle arterie principali del corso pedonale, per arrivare a Piazza Anfiteatro, a mio avviso uno dei posti più belli di tutta la Toscana.

Anfiteatro
Incontro un mucchio di turisti e tantissime scolaresche ma non mi posso intrattenere più di tanto: mi dirigo verso Porta Elisa (e mi sovviene uno storico striscione dei tifosi della Fiorentina di qualche anno fa che recitava “Porta Elisa che noi la si tromba!”) che riconnette sulla Via Francigena.

Porta Elisa 2
Oggi, in tutta la giornata, ho alternato, più o meno in parte equa, l’asfalto allo sterrato: in questa parte percorro perlopiù stradine secondarie che alternavano asfalto a qualche tratto in ghiaia e passo da Capannori, da Porcari, dove appena fuori paese noto un lungo vigneto che si sviluppa lungo una via che, ironia della sorte, si chiama Via di Tappo, e raggiungo Altopascio.

Capannori
Capannori
Altopascio
Altopascio

Da qui seguo le indicazioni, sempre presenti, della Via: mi ritrovo a fare almeno 7-8km in mezzo alla campagna, tra sentieri sterrati che conciliano col benessere.

 

In mezzo ai boschi
Incrocio anche una signora con zaino in spalla: mi fermo giusto per 2 chiacchiere e per scoprire che la “ragazzina” ha 74 anni, viene da Mestre e si sta dirigendo verso Roma.
Come non volerle bene al primo colpo?
I miei drivers, Dante e l’Angela, mi aspettano per il pranzo: ci siamo dati appuntamento a Ponte a Cappiano: mi mancano quindi ancora poco più di 10km.
Si alza il vento: devo forse specificare da che parte tirava, maremmamaialaluridaimpestata?!? Tra l’altro in un tratto in cui devo anche farmi un certo mazzo per salite che, erano si previste, ma che credevo un pò più gentili…
Mia madre mi invia un messaggio: “Abbiamo parcheggiato davanti al cimitero, zona tranquilla”.
Ci credo!
Li raggiungo verso le 14 e mi scofano tutto quel che c’è, anche le dita di mio padre (poi gliele ho riconsegnate per farlo guidare più comodo).
Attorno alle 15 mi rimetto in sella: all’arrivo mancano ancora una quarantina di km quindi è il caso di pedalare.
Senza rendermene conto, seguendo un pò il gps e un pò i cartelli, taglio fuori Fucecchio ed arrivo a S.Miniato Basso. In alto già si nota il borgo di S.Miniato (quello alto, quello storico per intenderci) e voglio raggiungerlo.

San Miniato.jpg
Mi inerpico per il sentiero sterrato e ad un certo punto, complice anche un’erbaccia alta, devo scendere a spingere a mano.
Oltretutto ho deciso di coniare un nuovo proverbio: “Pisciare in mezzo alle ortiche, fa bene alla vescica ma fa male alle caviglie”.
Arrivare in cima, dove svetta la Torre di Federico, è piuttosto faticoso, ma quando arrivo sono totalmente ripagato dalla bellezza di tutto ciò che mi si prospetta davanti.

Torre federico e duomo.jpg
S.Miniato è clamorosamente bella: dal belvedere della Torre c’è un panorama a 360° su tutta la vallata che è qualcosa di estremamente emozionante. Il Duomo è spettacolare e Piazza della Repubblica ha quell’eleganza che lascia a bocca aperta!

Piazza Repubblica S.Miniato.jpg
Ho la bocca talmente aperta che noto una gelateria e decido di chiudermela, la bocca, con un bel cono.
Riprendo la strada: per un paio di km c’è della bella discesa ma è solo una finta…Inizia un “su e giù” che mi accompagna per una decina di km ed è piuttosto impegnativo: non fai in tempo a goderti una mini discesa che subito c’è da pedalare di nuovo in salita.
Incrocio un paio di macchine, non di più, e mi ritrovo ad un bivio dove vedo la segnaletica della Francigena.

Colli dopo S.Miniato 2
Ho l’appuntamento con Natalino dell’Avis di Castelfiorentino verso le 18 e, controllando i km che mi mancano, ritengo di essere in largo anticipo.
Mi fermo quindi su una panchina a contemplare il panorama spettacolare: le colline sono di un verde che sembra quasi finto, il vento è quasi calato completamente (e comunque, notizia delle notizie, per un pò ha tirato anche a mio favore), il sole inizia a prendere quella piega che esalta ancora più i colori e mi metto un pò di musica. Ascoltare Hoppipolla sei Sigur Ros con quella vista è un vero orgasmo.

Colli dopo S.Miniamto
Il sentiero mi sembra molto fattibile: decido quindi di lasciar perdere mappe e gps e seguo le indicazioni. Ad oggi credo la scelta migliore di tutto il tour: mi ritrovo in mezzo alle colline, totalmente isolato dal mondo, con i campi ai lati che alternano vigneti ad ulivi, campi di grano ancora verde e alberi che, di tanto in tanto, fanno da cornice ai sentieri. Non è tutto semplice: la strada è piuttosto dissestata e continuano i simpaticissimi saliscendi, ma il panorama ripaga tutta la fatica.

Via Francigena.jpg
Non so esattamente dove sono, a livello geografico, ma so perfettamente che sono nel posto giusto al momento giusto.
Non incrocio nessun essere umano: sento in lontananza belati di pecore, cani che abbaiano. Mi attraversano la strada un pò di lucertole e, ad un certo punto, anche qualche gallina ed un gallo che sarà pesato almeno 10 kg!
Mi ritrovo ad un bivio: se il mio intuito qualche giorno fa mi ha portato ovunque tranne che sulla strada giusta, oggi ci becco. Devo lasciare il percorso perché mi devo avvicinare a Castelfiorentino.
Mi chiama Natalino: sono ancora in anticipo. Mi dà appuntamento a Castelnuovo d’Elsa.
Penso tra me e me “vabbè, tanto ormai mancano 8 km ed è solo pianura”.
Sta ceppa. La salita a Castelnuovo, sebbene non troppo lunga, è uno schiaffo.
Ci dobbiamo vedere davanti alla chiesa ed arrivo che mancano ancora 20 minuti al nostro incontro.
Proprio di fronte alla chiesa c’è una parrucchiera…ho dei capelli che non hanno più un senso.
Entro e chiedo se in 20 minuti può farmi tornare una testa decente.
La Giovanna è super operativa: shampoo, macchinetta, forbici e finisce il tutto proprio mentre arriva Natalino col furgoncino Avis!

La parrucchiera
A questo punto mi tocca un’ultima fighissima discesa e poi gli ultimi km verso Castelfiorentino.

L’accoglienza in piazza, davanti all’obelisco, è anche questa sera bella: mi fa piacere essere accolto dai miei genitori che mi guardano sorridenti e, credo, orgogliosi. Ci sono i rappresentanti dell’Avis locale, alcuni curiosi e la Vice Sindaco Claudia Centi. E’ sempre una festa bella.
Sono effettivamente un pò stanco ma l’accoglienza mi dà carica!

L'arrivo 2

La serata poi si è conclusa con la cena insieme a Natalino, Renzo e rispettive mogli: anche Castelfiorentino, che avrò modo di vedere meglio domattina, si merita tutto il mio rispetto per la gentilezza e l’ospitalità che mi è stata concessa.

Ah, dimenticavo! Dopo che l’altro giorno ho dato parola ai polpacci, altre parti del corpo reclamano e vorrebbero dire la loro.
Ok raga, una battuta veloce.

Leo il perineo: “Sto bene grazie. Il sellino è comodo.”
Tommaso il naso: “Mi potresti coprire con un pò di crema per cortesia?!?!?”
Rino l’intestino: “Ah devo dire qualcosa anche io? Qua dentro tutto bene. Passa un mucchio di cibo …bene così!”

Ma nei titoli di testa non avevo parlato di Kobe e dei km?
Ieri il Black Mamba ha giocato la sua ultima partita ufficiale di basket, sport nel quale ha lasciato per sempre una firma indelebile. Lo ha fatto segnando nell’ultima partita qualcosa come 60 punti (o forse 61?).
E’ andato in doppia cifra: oggi l’ho emulato essendo il 10° giorno di pedalata.
Mi spiace solo che non abbia fatto la tripla doppia con assist e rimbalzi, perché in tripla ci sono arrivato io…Avevo calcolato un’ottantina di km ed invece sono arrivato a 102.
Non mi voglio paragonare a Bryant, non me lo permetterei mai: però oggi mi dico bravo.

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo. (Isabelle Eberhardt)

Oggi l’ho sentita, come ogni giorno, almeno un paio di volte. Ho iniziato questo resoconto parlando della “mia” Viareggio. Negli anni in cui ho vissuto là ho comunque sempre considerato Ferrara casa mia. Viaggio da anni, sono spesso in giro e trovo che il bello dei viaggi sia anche il tornare a casa, che sia dopo 1 giorno come dopo mesi. Tuttavia credo che la mia casa sia un pò ovunque, in tutti i posti in cui sto bene. E quando sto bene sono a casa.
La canzone di oggi è quel capolavoro di “La mia casa” di Daniele Silvestri

Oggi 102,6 km
TOTALE 707,83KM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...