Sono vivo. Questa è la notizia del giorno. Oggi ho avuto un momento in cui ho veramente pensato che la cosa migliore era buttarmi in mezzo all’erba, dormire e poi vedere cosa fare appena sveglio.

Me l’avevano detto sia chi già aveva fatto questi tratti sia le mappe che ho con me, che oggi sarebbe stata dura: beh, è stata dura.
Alla sveglia, stamattina, sentivo ancora le gambe un po’ impastate da ieri: di sicuro non è il modo migliore per iniziare una pedalata, ma almeno avevo il sollievo che anche questa sera niente show quindi perlomeno il tempo era dalla mia parte.
L’uscita da Castelfiorentino dà diverse alternative per raggiungere Siena: le mie mappe mi dicono una strada, il gps un’altra, i segnali Francigeni, in parte, un’altra ancora.
La situazione perfetta per me: si prospetta la giornata più facile per perdersi! Olè!
Più che altro, dopo i primi 5/6 km di uscita da Castelfiorentino, inizia la passione di Cristo che mi accompagnerà fino all’arrivo: la pianura qui è una cosa che non esiste proprio nei vocabolari.

La prima salita che mi dà qualche pugno nei reni è per raggiungere Gambassi Terme: si alternano momenti più dolci a strappi che già mi fanno capire l’antifona.

Belvedere S. Gimi.jpg
Nonostante tutto arrivo in paese: è un posto molto carino, la vista è come sempre spettacolare e in centro incontro Alessandro, un ragazzo che in questi giorni mi ha scritto su Facebook visto che sta seguendo il percorso. E’ il proprietario del Bar Centrale, mi offre un caffè, scambiamo 2 parole e mi consiglia di seguire i cartelli della Francigena per raggiungere San Gimignano visto che è strada tutta sterrata ma percorribile con la bici.

Alessandro barista fan di gambassi
Chi meglio di chi vive nelle zone sa darti il consiglio giusto?
Chiaramente mi preavvisa che non sarà un giochetto, ma ormai me lo sono messo in testa…

L’unica cosa che mi è dispiaciuta per aver fatto il sentiero (comunque fantastico) è che ho dovuto tagliar fuori Certaldo, una cittadina che ho già visto più volte e dove c’è uno dei festival di strada più belli d’Italia: tutti gli anni a Luglio il Festival Mercantia è davvero un grande show!

Anyway proseguo per il mio sentiero: il panorama è lo stesso di ieri, ulivi, vigneti e campagne a perdita d’occhio. Si sale e si scende, continuamente, senza tregua. Incrocio una scolaresca di Pordenone, ragazzi di 16-17 anni accompagnati dalla professoressa che ha organizzato la passeggiata lungo la Francigena: grande iniziativa in my opinion.

S.Gimignano

San Gimignano si scorge in alto, non sembra troppo lontana (infatti non lo è), ma le continue salite rallentano il passo.
Il colpo forte l’ho avuto nell’ultimo strappo per raggiungere il centro storico del paese: una salita al 12% di pendenza che è più o meno come dire di perdere i sentimenti.
Mi sono apparse, nell’ordine: la Madonna, prima quella di Lourdes e poi quella di Fatima, San Pietro, Britney Spears, Paolo Brosio e Federica Nargi, prima di incrociare un signore che, da bravo toscano, con un bestemmione da Golden Globe ha squarciato il cielo e mi ha fatto tornare sulla terra.

S. Gimi 2
San Gimignano è l’ennesimo posto straordinario che ho visto: questa Francigena regala dei posti che sono uno spettacolo puro. Il centro, contornato dalle famose torri, lascia senza respiro. La vista dall’alto di tutta la vallata vale la pena del 12% di pendenza.

S. Gimi 4

Seguo i cartelli: una discesona godereccia mi riporta a fondo valle, dopodichè, seguendo il gps, mi ritrovo nuovamente su un sentiero sterrato come sempre attorniato da un paradiso di campagne. Trovo ogni tanto qualche casolare, ormai adibiti a B&B o agriturismo, ma di esseri umani non se ne vedono.
Non ho assolutamente idea di dove io possa essere, ma, considerato che “tutte le strade portano a Roma” e Roma è la mia meta, sono fiducioso di trovare della civiltà prima o poi.
Fa anche caldo, ma è quel caldo primaverile, quindi perfettamente sopportabile nonostante i litri di sudore.
Ad un certo punto ritrovo una strada asfaltata: sono a soli 3km da Poggibonsi e questo significa che sto facendo una strada che non avevo previsto…Ma è pur sempre una delle strade giuste per raggiungere Siena.
I miei prodi drivers (ai quali faccio il mio applauso per la pazienza e l’operatività: bravi mother & father) mi aspettano col camper posteggiato lungo una via e mi fermo per un veloce pranzo.
Non ho ancora fatto 40km e so che me ne aspettano almeno altrettanti…ammetto di essere piuttosto stanco.
Riprendo la strada: da Poggibonsi una lunga ciclabile collega fino a Colle Val d’Elsa. E’ comoda, libera e, stranamente per la giornata, senza quasi dislivelli.
L’uscita dal paese è agevole: devo percorrere qualche km di provinciale fino a quando posso finalmente ricollegarmi a strade bianche seguendo le segnaletiche (e ribadisco: in Toscana la Francigena è segnalata perfettamente).
Macino km tra salite e discese, in certi punti attraversando boschetti che mi riparano dal sole.
Sarà stato il pranzo, sarà la voglia di arrivare, ma le gambe riprendono a funzionare.
Per un tratto la Francigena riprende l’asfalto su una provinciale praticamente snobbata dalle macchine: ne incrocio un paio lungo il tragitto e mi godo anche un po’ di discesa.
Tuttavia oggi come non mai ho temuto le discese: fare discesa oggi significava doversi beccare subito dopo una salita. Sono continui colli, quindi sai già che, quello che vedi di fonte a te, in un qualche modo lo devi scavalcare.

Finalmente si nota in lontananza Monteriggioni: la cinta muraria è inconfondibile e il tragitto tra le strade sterrate è fantastico.

Monteriggioni lontano.jpg
Un po’ meno fantastica è la salita per arrivare nel centro del Castello: cedo alla pendenza e spingo la bici a mano.

Monteriggioni salto
Anche in questo caso mi ritrovo in mezzo ad un posto che all’estero possono solo costruirsi in un contesto cinematografico con legno e cartapesta.

Monteriggioni centro
Dopo la visita di rito controllo come raggiungere Siena: ho la possibilità di fare la Cassia che, nonostante sia una strada potenzialmente frequentata da molte auto, mi sembra l’idea migliore, visto l’orario e viste le gambe.
Non faccio in tempo a godermi la discesa da Monteriggioni che, gli 8km che mi separano da Siena, sono una salita lunga e costante: nulla di ripido in maniera proibitiva ma sempre di salita si tratta.
Passa qualche macchina, ma la strada è comoda.
Il sentiero originale non ho idea esattamente dove sia: ormai ho scelto che è questa la strada giusta.

Terra fuori Siena
Dopo pedalate, fiatoni e gocce di sudore finalmente arrivo a Siena! Qui il traffico inizia a farsi sentire ma dopotutto la Francigena, in questo tratto, deve passare comunque da lì.
Smanio dalla voglia di farmi una bella foto in Piazza del Campo, così seguo le indicazioni.
Si entra nel centro storico passando per una bellissima porta e si viene immediatamente catapultati in una città magica.

Siena porte
Non saprei quantificare il numero di turisti che ci sono: sento parlare tutte le lingue possibili.
Anche nel centro Siena non si smentisce e, seppur molto più docili, per raggiungere la piazza centrale continuano salitine e discesine.

Finalmente arrivo in Piazza del Campo: che goduria! Che bellezza! Che spettacolo!

Piazza campo arrivo

 

La piazza famosa per la corsa del Palio è un’esplosione di splendore. Sono quasi le 18 e il sole ha un taglio tale che rende i colori della piazza ancora più vivi.

Piazza Campo
A differenza di quanti molti pensano, la piazza è una buca totalmente in dislivello: quando fanno le gare del palio credo che i cavalli, e di conseguenza i fantini, si facciano un certo mazzo.
Anche qui un mucchio di gente, molti seduti ai tavolini dei bar attorno, molti altri seduti direttamente per terra nel bel mezzo della piazza.
Noto un gruppetto di ciclisti e, per cameratismo, ci salutiamo subito. C’è un gruppetto di bambini, suppongo una scuola, di 10 anni circa: cantano a squarciagola “Wake up” di Rocco Hunt…son giovani…
Evidentemente oggi è anche giornata di lauree: diversi allori cingono le teste di altrettanti neo laureati, molti dei quali vittime di quell’usanza, che a me fa letteralmente cagare, della vestizione in maniera ridicola da parte degli amici.
Faccio un salto veloce anche per vedere la maestosa facciata del Duomo e mi rimetto per la via, considerato che devo tornare indietro per raggiungere la località Uopini dove mi aspetta Gisberto, il presidente provinciale dell’AIDO: questa associazione è parente stretta dell’AVIS e questa sera siamo ospiti loro.

Arrivo 4 2
Gisberto è una persona eccezionale! Durante la cena ci ha intrattenuto alla grande, tra discorsi seri e grasse risate: ero stanco morto ma è stato piacevolissimo!
Il saluto di congedo poi mi ha fatto morire. Con quel bellissimo accento toscano mi ha detto: “Come diceva il mi’ socero, il miglior augurio per te di pace, salute e quattrini! [poi a bassa voce e facendo il tipico gesto con le dita]…si ma anche un pò di questa eh…[poi chi vuol capire capisca]”

Oggi è stata davvero dura ma è stata un’altra giornata di grande soddisfazioni.
Domani mi aspetta un’altra mezza mazzata, a quanto pare: arrivato a San Quirico d’Orcia devierò dal percorso originale fino a Montepulciano dove, oltre al vino, farò lo spettacolo insieme al mio amico Max Galligani (che oltretutto arriverà con la Diletta! Olè!)
Inoltre mi raggiungerà Samu, con Elena, il piccolo Gioele e mountain bike al seguito visto che domenica pedalerà con me.
Ho già le forze per pedalare domani!

Per questa sera la canzone è scelta in base alla data: oggi, 15 anni fa, moriva Joey Ramone, il cantante dei Ramones. Copio la dedica che gli è stata già fatta questa mattina da Deejay ma che ci sta a pennello: la versione di “What a wonderful world”, ovviamente dei Ramones!

Oggi 82,1 km
TOTALE 789,93KM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...