Vento. Vento. Vento. Vento. Vento.
Non c’entra niente Flavia, c’entra solo Eolo, non il nano ma il Dio, che oggi ha pensato bene di accompagnarci tutto il giorno.
Di spalle? Macché! Sempre lì in faccia, a volte di trequarti, a volte proprio su un fianco, ma alle spalle, se non per qualcosa come 300m (che illusione e delusione allo stesso tempo!), mai.

E mi sembra giusto visto che oggi c’erano poche salite……mannaggiallepapillegustativeinterrotte.

Questa mattina, aperta la finestra, avevo già capito l’antifona: il sole è pallido, ci sono un pò di nuvole e vedo gli alberi piegati. Vabbè: succeda quel che succeda, c’è Roma che mi aspetta, quindi si va con qualsiasi clima.
La partenza è una festa quasi come l’arrivo: saluto i miei genitori che dopo 3 giorni di impeccabile “scorta” col camper se ne ritornano a casa, saluto Max e Diletta dopo il gran divertimento di ieri sera e saluto Ivo, il grande presidente Avis di Montepulciano, che è venuto per un ultimo abbraccio. Inoltre questa mattina Guido della Cerro Bike si è messo a disposizione per accompagnare me e Samu (che oggi mi ha fatto una grandissima compagnia lungo questa dura tappa) per strade che non conoscevamo in modo da poterci riallacciare col percorso della Via Francigena.

Partenza.jpg
Si perchè, è vero che la Francigena, come ho già spiegato giorni fa, è un fascio di vie, ma Montepulciano, teoricamente, non ne fa parte: perlomeno non è stato un luogo toccato, a suo tempo, da Sigerico nella sua “passeggiatina” fino a Canterbury.
Questa scelta mi ha portato a fare qualche km in più, ma credo sia stata una scelta azzeccatissima: è una cittadina favolosa ed ho conosciuto persone stupende.

Dopo la diretta su Radio Kiss Kiss (e ringrazio ancora i miei amici Ciro e Gigi per lo spazio che mi hanno concesso) ci mettiamo sui pedali: i primi km li dobbiamo affrontare su una strada non eccessivamente trafficata ma comunque frequentata. Si parte subito con una bella salitina e dobbiamo chiudere il triangolo.

 

Schermata 2016-04-17 alle 23.21.06.png
In rosso (più o meno) la Francigena. In verde (sempre più o meno) quel che abbiamo fatto noi

Guido, che conosce alla perfezione le zone, ci porta poi a deviare su un’altra stradina, sempre in asfalto, ma totalmente isolata: siamo praticamente paralleli alla Cassia ma non passa nemmeno una macchina.
Non ho idea di che paesi ci siano nei dintorni in quanto non ne tocchiamo nemmeno uno ed il panorama è ancora quello splendore che è la Toscana: immense vallate e prati verdissimi. In lontananza scorgiamo il Monte Amiata e già si vede, sulla cima di un colle, Radicofani che dista una trentina di km.

Monte Amiata
La strada non è sempre comoda: c’è ovviamente da salire ma ci tocca poi anche una bella discesona che ci fa riprendere fiato. Ci fermiamo anche in un punto della strada da dove si nota una bellissima stradina bianca costeggiata da cipressi che più volte si è vista in spot o immagini riguardanti la Toscana.

Via di cipressi
Nel frattempo Guido ci fa anche da Cicerone e ci spiega il perché si vedano pascolare tante pecore e, soprattutto, perché in queste zone uno dei prodotti tipici sia, appunto, il pecorino: nel periodo immediatamente successivo alla 2^ Guerra, molti proprietari terrieri della zona decisero di lasciare i campi per avvicinarsi alle città alla ricerca di lavori considerati “più nobili”. Dalla Sardegna arrivarono molte famiglie per acquistare, a costi estremamente accessibili, i vari poderi in vendita e portarono così anche le proprie usanze.

Quando a Radicofani mancano ancora più o meno 15km, Guido ci abbandona per tornare indietro: il grazie a lui e a tutta la Cerro Bike è grandissimo!

Ciao Guido
Restiamo io e il mio amico Samu che, ci tengo a sottolineare, è in parte il colpevole di questa mia “impresa” (in concorso di colpa con Guggio e Guido): se non fossi stato stralkerato a più riprese qualche anno fa, io non avrei mai comprato una bicicletta e, di conseguenza, oggi probabilmente sarei stato ad Ancona allo stadio a vedermi la Spal.
Pedaliamo: vento a parte la strada, continuando ad essere deserta, nella prima parte ci regala una decina di km di pianura. Ai lati sempre grandi prati e diverse pecore che pascolano.

Samu pecore
Inizia la salita per Radicofani: sono circa 6km e se le salite si potessero misurare in KG, questa era una salita Adinolfi.
Il castello ce lo risparmiamo anche perché, magari è solo una scusa buona, è più bello vederlo da fuori che dentro: almeno godiamo del panorama!

Radicofani selfie
Pausa panino alla vigliacca: seduti per terra, tra l’altro accanto ad un cassonetto della spazzatura, e si rinasce. Siamo esattamente in prossimità dell’incrocio che ci ricollega alla Francigena, quindi, una volta in sella, non ci resta che buttarci giù per il sentiero.

Pausa pranzo
Il vento tira forte, il sentiero è scorrevole, abbastanza ripido, ma pieno di buche e di sassi, quindi c’è da tenere le mani belle salde al manubrio.

Panorama giù Radicofani
Ci ricolleghiamo alla Cassia all’altezza di S.Pietro a Rigo. In questo punto sono 2 le strade percorribili: verso destra il percorso passa da Proceno ed è un pò più lungo; verso sinistra si fa un pò più di asfalto ma si risparmia un pò di strada.

io pedalante
Andiamo per la seconda. Dopo pochi km il cartello che ci indica il confine tra la Toscana e il Lazio: cara la mia Toscana mi hai fatto penare ma sei di una bellezza esorbitante!

Ciao Toscana
Proseguiamo ed un altro cartello ci indica che ad Acquapendente mancano solo 4km: notiamo sulla destra un segnale della VF e lo seguiamo.
Ovviamente Acquapendente non è che l’hanno costruita a fondo valle…ci mancherebbe! Non è il Mortirolo, ma per almeno un paio di km la sudiamo parecchio. Fatichiamo, non riusciamo nemmeno a parlare.
Arrivati in paese riforniamo le  borracce e ci spariamo un gelato. Non c’è un gran movimento nella piazza. Tra l’altro ci appare una nota vintage: all’interno di una bacheca è appesa una bandiera di Forza Italia…sono basito.
Ci fermiamo poi qualche minuto nella piazza di fronte al Duomo e riprendiamo la strada.

Seguiamo i segnali francigeni e ci ritroviamo in un bel sentiero di campagna, di comoda pedalata, ma il vento aumenta e pedalare in piano è come pedalare in salita: arrivano folate che ci spostano.
Proseguiamo nel sentiero fino a San Lorenzo Nuovo: finalmente sotto di noi c’è il Lago di Bolsena!

Lago Bolsena io dall'alto
Sappiamo che ci aspetta una discesa: ci buttiamo sulla Cassia, evitando di allungare la strada col percorso che passa sul lato del colle a sinistra, e scendiamo belli rapidi.
L’arrivo inizia ad essere vicino: dopo almeno 7km di pianura intravediamo il Castello di Bolsena. E’ fatta!

Bolsena salto okok
Ingresso da Porta Fiorentina (e dietro il Castello)

Anche questa sera c’è un’accoglienza che dà soddisfazione: Marco, il presidente Avis di Bolsena, è lì che mi aspetta con un bel gruppetto di persone.
Visto che sono piuttosto stanco rimando la visita al paese dopo la doccia. Nel frattempo saluto Samu: Elena e il piccolo Gioele ci hanno aspettati tutto il giorno ed è tempo per loro di tornare a casa.
Fratello sei rock!

 

arrivo.jpg
abbracciamoci

L’agriturismo che ci ospita questa sera è bellissimo: vista diretta sul lago e grande stile.

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Dopo un pò di riposo ci ritroviamo per la cena e, soprattutto, per una visita “guidata” a Bolsena: è un piccolo paesello, fa 4mila abitanti, ma ci sono un mucchio di angoli interessanti da vedere: la Basilica di Santa Cristina (e la storia dell’ostia spezzata dal prete che ha spruzzato sangue), il Teatro di S.Francesco ricavato da una vecchia chiesa e tutto il centro storico per arrivare fino in cima al Castello che domina la vallata e dal quale si ha una vista sul lago davvero spettacolare.

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Non conoscevo questo posto: altra grande scoperta in questo straordinario percorso!

Stasera sono cotto vero: domani però a Sutri con me ci sarà il mio amico Andrea Perrozzi e questo mi rende molto felice! Oltretutto ci esibiremo in una chiesa…già rido.

Oggi non c’è una canzone. C’è un filmato, corto e stupendo. Proprio Samu me l’ha fatto conoscere: non è specifico della Via Francigena, ma credo sia la cosa più poetica e straordinaria che abbia mai visto e sentito sui viaggi in bicicletta. Io sono solo un puntino rispetto a chi fa questo con continuità, ma mi sento parte della famiglia.
Vi consiglio di prendervi 3 minuti della vostra vita per vedere le immagini ed ascoltare questa stupenda “A bike travel little poem

Oggi 80,8km
TOTALE 959,13KM (domani passo i 1000. Bomba!)

 

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