Salve, sono il signor Bussola e anche oggi mi sono perso.
Prima di partire col resoconto, per quelli che mi dicevano che “una volta finita la Toscana è una passeggiata” ho un invito aperto a farsi la tappa di oggi: sarà che ormai sento le gambe un po’ pesanti, ma oggi di salite ne ho fatte anche più di ieri. Ad un certo punto ho anche pensato che nella Tuscia, ovvero questa bellissima zona d’accesso al Lazio, ci fossero le montagne del Tibet.

Stamattina sono stato coccolato per colazione: nel bellissimo agriturismo ho avuto a disposizione tutto il bendidio possibile ed immaginabile e, considerato che in questi giorni ho un metabolismo sballinato, ho ingerito qualsiasi cosa fosse commestibile.
La mia partenza, a sorpresa, è con 2 accompagnatori che mi scorteranno fuori Bolsena: il presidente Marco, grandissimo personaggio, ha trovato 2 suoi amici della Trombadores Team (già il nome merita 92 minuti di applausi) che con la mountain si sono messi a disposizione per portarmi almeno fino a pochi km da Montefiascone.

Partenza Gianfranco e Enrico
Gianfranco ed Enrico, con tutto il loro team, sono inoltre tra gli ideatori della “Carrereccia”, una gara non competitiva in stile “Eroica” (quella che citavo giusto un paio di giorni fa) con bici e abbigliamento d’epoca, che si tiene attorno al Lago di Bolsena: ormai i segnali che arrivano sono troppi, mi pare evidente che mi toccherà farne una prima o poi!

Uscire con chi è del posto è una sicurezza riguardo i percorsi: mi fanno fare bellissimi tratti di Francigena su strade sterrate che evitano in pieno la trafficata Cassia. I dintorni di Bolsena sono molto affascinanti e, nonostante questa mattina il sole abbia deciso di fare il timido restando nascosto dietro le nuvole, c’è una temperatura buona e, soprattutto, il maledetto vento di ieri è tornato a casa sua.
Si sale e si scende in continuazione e i segnali della Francigena sono un po’ ovunque: probabilmente non mi sarei perso nemmeno da solo, ma almeno con loro ho un po’ di compagnia.

Stamattina faccio anche la mia prima caduta da quando sono partito: su una salita piuttosto ripida, non vedo una roccia che faceva capolino tra i sassi, perdo la ruota davanti e mi ritrovo a terra con tanto di pedale che mi tatua lo stinco sinistro.
Sia lodato Gesù Cristo. Amen.

Ponticello -100km 2
Questo cartello indica che mancano 100km (ma in realtà non è vero…)

Dopo una decina di km in mezzo a questi bellissimi sentieri, i miei 2 “angeli custodi” devono rientrare alla base: ci salutiamo ed io proseguo visto che la salita per Montefiascone è solo a metà.
Mi fa penare un po’: non è ripidissima, ma ogni tanto ci sono degli strappi che mi fanno pulsare le cosce. La bici carica è pesante e il 14° giorno di fila di pedalata inizia a farsi sentire.

Arrivo a Montefiascone, accolto dalla scritta all’ingresso Est!Est!!Est!!! grazie alla leggenda che ha reso noto questo luogo.

Montefiascone
Si narra che nel 1111 Enrico V di Germania stesse raggiungendo Roma col suo esercito per ricevere dal Papa la corona del Sacro Romano Impero. Al suo seguito c’era anche un vescovo, tale Johannes Defuk, intenditore di vini, il quale mandò in avanscoperta il suo coppiere Martino per assaggiare i vini dei luoghi che avrebbero incontrato lungo il percorso.
Martino, tramite un segnale in codice, doveva scrivere sulle porte della locanda “Est” (“c’è” in latino) a segnalare la presenza di buon vino. In caso di vino ottimo avrebbe dovuto scrivere “Est Est”. Arrivato a Montefiascone, evidentemente, bevve il vino migliore e lasciò la scritta “Est!Est!!Est!!!” con i relativi 6 punti esclamativi.
Io non ho avuto occasione di assaggiare il vino, ma credo che prima o poi ne avrò occasione: credo che un bel bicchiere con la vista spettacolare dall’alto del Lago di Bolsena sia una cosa da fare nella vita!

Lago da Montefiascone 2

Inizia finalmente un po’ di discesa. Ma non come mi aspettavo ad essere sincero…Il percorso è davvero fighissimo perché è sulla Cassia Antica, proprio quella originale costruita dagli amici di Giulio Cesare (probabilmente negli anni anche ristrutturata), ma scendere su quei lastroni di pietra, tutti sconnessi, significa tenere le mani salde sul manubrio e sballottarsi lungo la strada con gli organi interni che nel frattempo cambiavano posizione tra loro: mi sono fermato anche una attimo quando il rene sinistro e sceso fino alla caviglia.

Cassia Antica
A parte questa scomodità devo dire comunque che il sentiero è davvero bello e suggestivo!
Fino a Viterbo non tocco una strada che sia una: il percorso è segnalato bene e, a parte il tratto della Cassia Antica a lastroni, poi è tutto sterrato o ghiaia.

L’ingresso a Viterbo  porta inevitabilmente lungo la strada, piuttosto trafficata, ma la Porta Fiorentina, che segna l’ingresso nel centro storico, dopotutto non è così lontana, quindi il tratto è sopportabile.

Porta Fiorentina Viterbo
Oggi il sole non esce ed un cielo grigio non aiuta a rendere Viterbo un posto che mi colpisca in modo particolare: il centro storico ha un bellissimo Duomo con un’antica residenza papale, diverse fontane, case un pò lasciate a se stesse e, sarà l’orario, ma trovo pochissima gente in giro.

Duomo Viterbo
Mi fermo giusto per mangiare qualcosa e riparto, anche perché ho appuntamento con i ciclisti dell’Avis di Sutri che mi vengono incontro, a Vetralla.

Viterbo io.jpg
Così esco dalla città e seguo il gps: mi porta subito ad affrontare una serie di salite che non mi aiutano le gambe, ma sono speranzoso di non sbagliare strada.
Proseguo e salgo ed inizio ad avere qualche dubbio…Finisce l’asfalto ed imbocco un sentierino stretto, con un cartello arrugginito che indica “Antico percorso romano”, buttato lì in modo generico.
Tuttavia ci sono le segnaletiche al loro posto, pertanto suppongo vada bene. Penso solo che magari ho seguito la segnaletica per chi fa il percorso a piedi che, come ho già sperimentato nei giorni passati, non sempre è fattibile con la bici.
Il sentiero è stretto, ci sta giusto la ruota. Ai lati, per un lungo tratto, ortiche e rovi che continuano a colpirmi le gambe. In certi punti devo scendere perché delle pietrone impediscono la pedalata.

Sentiero fuori Viterbo
Sono nel fantabosco: aspetto che esca Tonio Cartonio.
Costeggio una rete con tanto di filo spinato e cartelli che intimano a scavalcarla perché all’interno ci sono esercitazioni per cani.
In tutto ciò il sentiero continua a salire. Il gps però non dà segni di cedimento.
Arrivo ad un certo punto in cui la strada è bloccata da un cancello fatto con pali di legno: e adesso?!?
Mi ingegno, spingo forte questa staccionata e mi creo uno spiraglio col quale riesco a passare anche con la bici.
Dopo pochi metri noto i km e vedo che sono ad un passo dai 1000: devo fermarmi per fare una foto!

1000km
I cespugli si muovono, sono solo: si lo ammetto, per un attimo mi sono cagato addosso.
Proseguo: il sentiero è nuovamente interrotto da tronchi di alberi a terra. Devo caricarmi di peso la bici e scavalcarli…
Sento rumori di motoseghe in lontananza: magari trovo qualcuno per capire dove sono, anche perché, ovviamente, nel frattempo mi si è scaricato il telefono e non posso nemmeno controllare su google maps dove sono.
Continuo, ma per un’altra ventina di minuti è sempre sentiero tra alberi, un terreno sabbioso che mi fa faticare non poco e nessuno in vista.
Ecco…mi sono perso.
Finalmente incontro degli esseri umani: chiedo come poter raggiungere Vetralla e mi indicano una strada a poche decine di metri.
Wow, finalmente!
E invece no: la strada continua a salire. Ma a quante migliaia di metri devo arrivare?
Mi ritrovo a San Martino e chiedo ad un signore indicazioni: mi consiglia una strada che sale sulla sinistra. Vado.

San Martino
Sono a San Martino! Bene…ma dov’è?!?

Salgo. Ancora!!! Non c’è anima viva, non ci sono cartelli e, assurdo, non so nemmeno che ore sono visto che il telefono è morto.
Ma visto che “tutte le strade portano a Roma” ed io è là che devo comunque andare, vado avanti.
Finalmente inizia la discesa: scendo come un missile, un pò imprudente vista la strada dissestata, ma ho pedalato talmente tanto per salire che ora ho solo voglia di godere.
Arrivo finalmente a Vetralla: mi faccio dare 2 indicazioni su come raggiungere il ristorante nel quale sono atteso e proseguo.

 

All’Impero mi stanno aspettando Pietro, Mario, Riccardo e Franco: 3 bici da corsa ed 1 mtb.
Sono persone simpaticissime e mi dicono che a Sutri manca ormai poco, una mezz’oretta abbondante.

Angeli a Capranica
Questa è Caprarica

Viste le bici da strada non possiamo far altro che percorrere la Cassia: un pò incasinata ma vabbè!
Ora la strada è praticamente tutta in discesa e l’arrivo a destinazione è veloce.
Arrivati a Sutri però voglio subito visitare l’antico Anfiteatro Romano scavato nel tufo e vedo anche tutte le altre opere che l’uomo è riuscito a fare: è una zona bellissima!
Finito di fare il turista vado verso la piazza dove un’altra bellissima accoglienza è lì a darmi il benvenuto: c’è anche un banchetto di rinfresco con tramezzini, patatine e bibite.

 

arrivo

Finalmente è ora di rilassarsi un po’: arriva anche il mio amico Andrea e dopo la cena a casa del presidente dell’Avis locale Roberto (voto ospitalità da 1 a 10: 50) torniamo in centro per prepararci lo show.

perroz 2
Il teatro questa sera è la Chiesa di S.Francesco. Si hai letto bene, una Chiesa. Non è sconsacrata, è una chiesa attiva, la chiesa del paese, ma a Don Fernando piace utilizzarla anche per farci spettacoli: non sarà rock tutto ciò?!?

 

Con Andrea ci si diverte sempre un mucchio: è l’artista più artista che abbia mai conosciuto. Segnatevi il suo nome: Andrea Perrozzi (credo che ora, dopo questa pubblicità, mi debba del denaro).

Ormai è finita: domani ho l’ultima pedalata visto che mercoledì a tutti gli effetti sarà solo una passerella finale. Alle 11 ho appuntamento con Franco, uno dei miei 4 “angeli custodi” di oggi, che mi accompagnerà per i sentieri fino a La Storta: lungo il percorso incontreremo anche Pietro che si unirà alla compagnia.
E’ incredibile tutto ciò…perlomeno, è incredibile per me: ci sono quasi, ho già fatto più di 1000km e domani ho ancora voglia di mettermi su quel sellino a pedalare. Sparatemi sennò non mi fermo più.

Oggi la canzone, visto che ancora non mi ha dato del denaro, è il capolavoro del mio amico Andrea: la canzone dedicata ad Alberto Sordi che questa sera gli ho sentito cantare per l’ennesima volta ma che, per l’ennesima volta, mi ha fatto venire una pelle d’oca che mi si staccano i peli.
La voce di Roma (Ciao Albè)” – Andrea Perrozzi (visto che ormai Roma è là…ad un tiro di schioppo!)

Oggi 70,8km
TOTALE 1029,93KM

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