qui e ora

Ho passato anni a prendere per il culo chi faceva meditazione, chi mi parlava di meditazione e chi mi diceva che con la meditazione aveva migliorato la sua vita.

Mi ero sempre immaginato ‘sti mezzi guru come degli sfigati che non avevano niente da fare e ho sempre pensato che fare meditazione significasse mettersi seduti per terra a gambe incrociate, con gli occhi chiusi e con incensi accesi a ripetere frasi senza senso.

Poi, pur pensando di perdere tempo, ho ritenuto che, prima di giudicare, fosse giusto almeno provare.

All’inizio avevo la sensazione di accrescere semplicemente la mia teoria.

Non capivo come si potesse realmente svuotare la mente, mi faceva mal di schiena a tenere una posizione forzata per del tempo, ogni piccolo fastidio era il pretesto per deconcentrarmi e grattarmi una parte del corpo, dare un colpetto di tosse, cambiare postura.

Tuttavia ormai ero curioso e mi sono informato: ho chiesto, ho letto, ho frequentato, ho guardato tutorial sul web e mi sono confrontato con più persone, senza nessuna ossessione e tutto spalmato su un lungo tempo.

Ho così scoperto che esistono tanti modi per approcciarsi alla meditazione e, almeno da quanto ho potuto constatare, le diverse tecniche esistenti nascono in base a teorie di svariate correnti di pensiero che hanno semplicemente il compito di suggerire un metodo giusto a seconda delle proprie necessità o capacità.

Per il mio modo di fare (corretto PER ME ma non necessariamente per chiunque) non mi è mai interessato ricordarmi i nomi o la corrente di pensiero da cui deriva ogni metodo.
A me interessava conoscerne l’essenza e, appreso questo trucchetto, capire quale poteva essere l’approccio giusto per me.

Ne ho provate diverse: quella classica a gambe incrociate accompagnata da infiniti OOOOOOOOOMMMMMM, quella “guidata” da una voce, quella dinamica, quella che prevede la recita di diversi mantra (a proposito: il rosario, quello delle Ave Maria intendo, altro non è che una meditazione), ho fatto yoga.

Alla fine ho capito che l’essenza è una sola.

Il compito della meditazione è quello di farti restare nel presente e concentrarti nell’unico momento reale e sicuro che possiamo conoscere: quello del QUI E ORA.

Anche questa cosa del QUI E ORA la consideravo una sega mentale da hippy, tuttavia, anche in questo caso, ho pensato fosse bene perlomeno pormi qualche domanda riguardo a questa mia certezza.

Beh, giusto per farti capire quanto il mio non sia stato un approccio estremamente olistico, devo dire grazie anche a Kung Fu Panda, uno dei cartoni più illuminanti della storia, che mi ha messo di fronte a una realtà che ho sempre avuto sotto agli occhi ma che, in tutta sincerità, non avevo mai visto.

Il maestro di Po, il panda, ad un certo punto del cartone spara una sentenza verso la quale non ho potuto far altro che mettermi nelle condizioni di prenderne atto.

Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sarà.
Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono.
Per questo si chiama presente.

Il tutto, per puro caso (anche se, ça va sans dire, sono uno di quelli che non crede che le cose succedano per caso), è stato ulteriormente alimentato nel momento in cui mi sono imbattuto in un video nel quale un tizio (di cui, mi sia perdonato, non ricordo il nome) spiega il concetto in un modo forse un po’ più filosofico ma ineccepibile.

La paura viene dal passato.
L’ansia viene dal futuro.
Tuttavia se il futuro è figlio del presente, la cosa migliore da fare nel presente è creare la causa per un futuro migliore.

Non ha senso avere paura e non ha senso avere ansia. Ha senso restare nel presente.

Questo particolare momento storico mi ha messo di fronte ancora di più a questa realtà.

Tutto ciò che avevo programmato per i prossimi mesi non è più fattibile.
Tutte le certezze che avevo riguardo viaggi e progetti deve essere rimandato a data da destinarsi.
Ora come ora, nelle prossime settimane, potrebbe succedere qualsiasi cosa.
Ma non posso sapere cosa.

Quindi che senso ha mettermi dell’ansia?

Almeno per quanto mi riguarda, mi sono chiesto: non ha forse più senso godermi il momento attuale cercando di trarre ogni cosa positiva possibile?

“Si vabbè! E domani?”.
Ci penserò domani.

Intanto oggi vedo di respirare, di curare il mio corpo e di godermi il tempo a disposizione, cercando di utilizzare ogni minuto per fare qualcosa di costruttivo e non distruttivo, di spendere una parola positiva piuttosto di creare un pensiero negativo, di dare l’esempio facendo qualcosa di buono piuttosto di criticare chi fa qualcosa che non ritengo giusto.

Ecco: questa, secondo il mio punto di vista, è la meditazione.

Non sto facendo tutto ciò seduto a gambe incrociate con la foto di un guru ingiallita da fumi di incensi.
Non sto facendo tutto ciò recitando incessantemente dei mantra o delle preghiere.

Sto semplicemente godendo del momento.

Il tempo è la cosa più preziosa che ci ha dato la vita ed ogni momento ha un valore inestimabile in quanto non tornerà mai più.

Lorenzo de’ Medici, nel Trionfo di Bacco e Arianna, ci diceva:

Quant’è bella giovinezza
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Ora.

L’importante è ORA.

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