locandina franceschiniSabato 29 Agosto, all’interno del Trento Film Festival, è andato in scena per la 1^ volta uno “spettacolo” di cui vado particolarmente orgoglioso.
Ho scritto “spettacolo” tra virgolette perché in realtà è un insieme di cose: è show, è intrattenimento, è educazione, è divulgazione.
Ovvero quello che, in questo momento della mia vita, mi dà maggiore soddisfazione.

Il progetto è nato grazie all’amicizia nata con Christian Casarotto, l’unico glaciologo che abbia mai conosciuto in vita mia (e a dire il vero al Mondo non è che ce ne siano così tanti), e alla collaborazione che, oltre a riempirmi d’orgoglio, ormai da più di anno sto portando avanti con uno dei musei più belli esistenti in Italia: il Muse – Museo della Scienza di Trento.

Si parla quasi di 1 anno fa quando Christian mi chiama e mi chiede “Paolo, ma perché non prepariamo uno spettacolo comico dove si parla di ambiente?”.
Wow!
Avevo da poco creato il mio primo show ad “impatto zero” [“Non è mai troppo tardi”, con la regia di Luca Regina e la collaborazione di Francesco Damiano] e mi piaceva molto toccare nuovamente argomenti che, ora, mi stanno particolarmente a cuore.

Nasce così l’idea, anche grazie alla preziosissima collaborazione nello sviluppo e nella stesura dei testi di Lucilla Nele (la mia mamy, già autrice del programma che io e Ciro conduciamo quotidianamente su Radio Kiss Kiss), di creare qualcosa che possa essere d’impatto col pubblico, che affronti argomenti importanti ma che, allo stesso tempo, non appesantisca troppo la situazione.

È così che è nato “Non restarci di ghiaccio”, spettacolo sviluppato poi sulla falsariga di Chi vuol essere milionario e trasformato, per l’occasione, in Chi vuol essere Greta Thunberg?

Come funziona? Io conduco questo fantomatico quiz, il pubblico fa da concorrente (l’idea originale prevede il coinvolgimento diretto di 4 persone sul palco, ma questo normative anti Covid ci hanno costretto a cambiare un po’ il programma) e Christian, dopo ogni risposta del pubblico, approfondisce l’argomento con dati tecnici e con spiegazioni molto semplici ma estremamente efficaci.

Non toccherebbe a me dare il giudizio su ciò che è andato in scena.
“Chi si loda si imbroda”, dice il proverbio.
Tuttavia, anche col rischio di passare per un estremo presuntuoso, dico che è proprio uno spettacolo da vedere, da vivere e da raccontare.

Mi piace e mi diverte ancora fare le mie canzoncine sciocche con la chitarra, mi piace ancora fare il giocoliere e mi piace ancora fare le mie battute sceme.
Ma la soddisfazione che mi dà una situazione di questo tipo, al momento credo sia veramente impagabile.

Parliamo di ciò che succede realmente nel Pianeta.

“Oooooh cheppalle!” suppongo diranno in molti.

E invece no: lo trattiamo con leggerezza l’argomento. Lo trattiamo in un modo in cui è possibile, come no, smuovere forse qualche coscienza.
Lo trattiamo in un modo in cui magari un po’ alla volta ognuno capisce che è parte integrante di tutto il sistema e che, se ognuno fa la sua piccola parte, è già sufficiente così.
Senza voler insegnare ed imporre niente a nessuno.
Io lo faccio e te lo dico. Se TU non lo vuoi fare non vengo di certo a farti la paternale.
Lo facciamo in un modo in cui, mal che vada, ti sei visto uno show divertente.

Lo facciamo cercando solo ed esclusivamente di far risaltare 3 semplici parole (e riporto di seguito anche alcune parole scritte da Christian e tratte direttamente dal copione):
DIVERTIMENTO: perché si possono imparare concetti “pesanti” anche facendosi delle risate;
CONOSCENZA: perché è l’unica cosa in grado di farci raggiungere la consapevolezza di quanto sta accadendo;
RISPETTO: perché non lo facciamo solo per noi, ormai adulti. Ma lo facciamo anche per chi sta nascendo in questi anni. Proprio noi che manco abbiamo figli. Lo facciamo perché il nostro agire dev’essere nel loro completo rispetto, affinché in futuro possano godere e vivere di un mondo degno di questo nome.

Anche oggi starò attento a tenere accese solo le luci necessarie.
Anche oggi mi impegnerò a evitare consumi, che si parli di cibo, di oggetti o di risorse, se non utili.
Anche oggi mi impegnerò ad inquinare il meno possibile.
Anche oggi cercherò di produrre meno spazzatura possibile.
Non riuscirò mai ad essere totalmente “pulito” se non il giorno in cui deciderò di andare a vivere in una caverna, a ciucciare il latte direttamente dalle tette di una mucca e a cibarmi di bacche e fiori.
Cosa che, tra l’altro, non è nei miei programmi.
Tuttavia, vivendo una vita normalissima, in città e in una casa con tutte le comodità, so che posso essere limitatamente impattante cercando di essere il più possibile rispettoso dell’ambiente in cui vivo e delle persone che, con me, condividono questa Terra che calpestiamo ogni giorno e che ci dà tutto ciò che desideriamo.

Lo dico sul palco, lo dico nella vita, lo scrivo sul mio blog, con tutta la consapevolezza di poter migliorare giorno per giorno, con tutta la consapevolezza di mettermi nel mirino di millemila critiche, con tutta la consapevolezza che, un po’ alla volta, se ognuno fa la sua piccola parte credo davvero che non sia ancora troppo tardi per rimediare a tutto.

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Un pensiero riguardo “Non restarci di ghiaccio

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