È quasi ora di iniziare col conto alla rovescia: ora è ufficiale la partenza d il 27 Giugno, quindi vuol dire che tra poco più di un mese tutto ciò che sto preparando ormai da Dicembre diventerà realtà.

Tuttavia è ancora presto per tirare delle somme, visto e considerato tutto ciò che continua a succedere giorno dopo giorno: novità, cambi di programma, variazione degli allenamenti, ma tutto sempre verso la stessa direzione.

Dall’ultimo aggiornamento, ormai 1 mese fa, sono successe talmente tante belle cose che questo post sarà lunghissimo: non è vero dai, in 2 minuti lo leggi.

Andiamo per ordine.

Notizia molto importante: ho siglato ufficialmente l’accordo con il Gruppo Lumi, coloro che non posso far altro che considerare i miei mecenati: Gabriele e il suo staff in prima linea, con Riccardo e Giovanni un pò più defilati dietro le quinte, sono le persone che hanno preso a cuore la mia iniziativa e hanno deciso di accompagnarmi in questa lunga avventura.
Da metà Aprile sono diventati il mio ufficio stampa, il mio calendario, il mio reparto organizzativo: insomma, in poche parole, io ci metto le gambe e la fatica fisica, loro ci mettono tutto il resto.
E, a livello di fatiche, credo sinceramente ci stiamo spartendo equamente la torta: si perché il progetto è piuttosto ambizioso e, per fare tutto ciò che avevo in mente, da solo sarebbe stata un’impresa nell’impresa.

Sport comuni.jpg
Questo è “Sport Comuni”, rivista prodotta e distribuita dal Gruppo Lumi

Non lo dicevano già i Moschettieri? L’unione fa la forza! E allora che unione sia: è come avere un pò più di benzina nelle gambe, un pezzo di polmone in più da portarmi a 5000m, una copertina in più per proteggermi dalle temperature delle notti himalayane.

Il bello è che con loro i protagonisti di tutto ciò che sta succedendo saranno sempre di più: diversi partners si sono avvicinati e si stanno avvicinando per rendere questo DAI un gioiellino.
È veramente entusiasmante tutto ciò!

Le collaborazioni aumentano anche negli intrecci di tutta l’organizzazione: se i programmi di allenamento del mio coach Luca proseguono imperterriti, un nuovo staff medico si è aggiunto, mi permetto questo termine, al mio team.

Si tratta dei ragazzi di Esercizio Vita di Ferrara (www.eserciziovita.it) .

Esercizio Vita non è una normale palestra: è un centro di attività motoria adattata al quale si rivolgono persone di ogni categoria spinte da diverse motivazioni o diversi bisogni.
Questo Centro è entrato nella mia avventura soprattutto grazie alla competenza riguardo attività di alta quota: l’esperienza maturata sul campo e dopo diversi studi, fanno si che questa struttura, alle porte di Ferrara, sia un fiore all’occhiello del settore.
La possibilità di confrontarsi con chi sa esattamente a cosa vada incontro il corpo a certe altitudini, perché provato di persona, è indispensabile.
Già a fine Gennaio con Luca avevo fatto un primo test sul massimo consumo di ossigeno (quello che in gergo tecnico viene indicato come VO2). Il nuovo test l’ho fatto un paio di settimane fa seguito nientepopodimenochè dalla Dott.sa Annaluisa Cogo, una delle massime esperte a livello mondiale di imprese in alta quota, che con il supporto di 5 suoi collaboratori e intubato che manco Ivan Drago in Rocky 4, mi ha certamente dato un maggiore sprint: i dati dicono che la mia preparazione sta procedendo in maniera corretta e il mio stato di forma è eccellente.

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Niente, mi tocca fare il culo a tutti lassù!

Tra allenamenti e pedalate varie, una giornata particolarmente divertente, nonché alternativa, è coincisa con l’incontro con Bruno Serato.

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Bruno è uno chef originario di S.Bonifiacio, in provincia di Verona, emigrato più di 30 anni fa negli Stati Uniti (questi immigrati che rubano il lavoro a casa di altri…). Il fatto che negli USA un ristorante italiano possa ottenere successo è quasi una certezza, soprattutto quando c’è la qualità assicurata da uno come Bruno.
La cosa che lo fa emergere da centinaia di cucine italiane esportate, è lo spessore umano. Dal 2005 Bruno ha cominciato a offrire dei piatti di pasta a bambini indigenti che vivevano in condizioni critiche nella sua città, Anaheim in California, vicino a Los Angeles.
So che per la visione di American Dream che abbiamo sempre sotto agli occhi è difficile pensare che negli USA ci sia gente che non se la gode, eppure la realtà ci sciorina numeri preoccupanti di persone che vivono a contatto con la povertà pure nel Paese esportatore di democrazia.
Così, grazie ad un’intuizione di sua madre Caterina, dai primi piatti di pasta del 2005 è arrivato, ad oggi, a regalare più di 3000 pasti al giorno ai bambini bisognosi.
La voce ovviamente si è sparsa in fretta e 4 anni fa è stato eletto dalla CNN “Eroe dell’anno”. Ora, non è che un premio dato dalla CNN corrisponda per forza a qualcosa di prestigioso ed ambito, ma è vero allo stesso tempo che la notizia ha raggiunto chiunque negli USA ed ora la sua fondazione (www.caterinasclub.org) ha un mucchio di sostenitori non solo negli Stati Uniti ma anche in alcuni posti sparsi nel Mondo, tutti ovviamente con lo stesso scopo: dare un piatto di pasta a chi è più sfortunato.
Quel che farò io per lui sarà solo simbolico ed un piccola goccia in tutto quel mare, ma essere il suo testimonial per l’Himalaya, di certo un pò mi inorgoglisce.

Un’altra giornata molto ma molto YEAH è coincisa con la mia prima conferenza stampa da ciclista…Cristoddio iniziano a crederci davvero tutti!
Già da quando avevo chiuso l’accordo con Scapin per le bici, anzi, le mie BELLISSIME bici, che mi hanno dato per la gara e per gli allenamenti, avevamo programmato la mia presenza in qualità di testimonial, nonché di partecipante, alla Atestina Superbike, una gara del circuito nazionale Scapin che si correrà il prossimo 11 Giugno a Este.
La gara è organizzata da Gianluca Barbieri ed è una delle gare più ambite nel circuito MTB italiano: il percorso si snoda tra i Colli Euganei e non è per niente una passeggiata…Si tratta di 42km e1500m di dislivello con caratteristiche tecniche definite dai ciclisti prof “a tratti piuttosto impegnative”. Al che scatta la domanda: e io che cacchio ci vado a fare?!?
La giornata è stata comunque molto divertente. La prima parte della mattinata è stata dedicata a riprese video per il lancio della gara e, oltre al giullare (io), erano presenti 2 mostri sacri delle “ruote grasse” italiane: Annabella Stropparo, tra le varie 18 volte campionessa italiana (diciottovolte!!!) e la partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta 96, e Marzio Deho, pluricampione di una serie infinita di gare, ovviamente anche campionati italiani, nonché Campione in carica dell’Himalayan Highest MTB Race, la gara che andrò a correre io.


Sommando le vittorie in carriera di Annabella e Marzio, viene fuori un numero a 4 cifre: rendo abbastanza l’idea dei personaggi che erano con me?
Abbiamo provato alcune parti del percorso e ho capito, per l’ennesima volta, la differenza tra un ciclista e me: il ciclista resta sui pedali anche sul Muro, uno “strappo” che si affronta in gara con una timida pendenza del 27% (praticamente in verticale), io salgo spingendo comodamente la bici a mano. Fortunatamente i miei sponsor sanno che io gioco sulla simpatia, non sull’agonismo…
Alla conferenza, in comune ad Este, è stata inoltre presentata la serata del 10 Giugno di Riso fa buon sangue, alla quale ovviamente parteciperò come sempre in qualità di conduttore. Ed ecco fatto che ritorniamo sempre al solito punto: anche nella conferenza, in realtà, ho rivestito il mio ruolo di comicista, un pò comico e un pò ciclista.

Accademia della Crusca è giunta l’ora di approvare questo neologismo!

Sorriso ancora stampato in faccia per l’ospitata su Raidue a “La grande corsa”, la trasmissione “traino” alla tappa quotidiana del Giro d’Italia.
La trasmissione è una novità per la Rai che sta sperimentando questo nuovo format che coinvolge contemporaneamente la TV, il Web, la Radio e i Social. I conduttori sono Marco Lollobrigida e il grande campione di nuoto, nonché simpaticissimo, Massimiliano Rosolino.

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Il giorno che è toccato a me, ospite “tecnico” della trasmissione era Gilberto Simoni, ex ciclista professionista vincitore del Giro per ben 2 volte.
E anche in questo caso salta fuori una coincidenza davvero unica: Gibo, proprio lo scorso anno, ha partecipato all’Himalayan Highest MTB Race.
Abbiamo avuto modo di parlare della sua esperienza, principalmente dietro le quinte, e mi ha confessato che lui non l’ha vissuta proprio bene bene…L’alta quota dopotutto è molto soggettiva e l’adattamento non per tutti è uguale: lui l’ha subita un pochino, ma, a prescindere da questo, mi ha assicurato che sarà un’esperienza unica, che il percorso non presenta particolari difficoltà e che i paesaggi…vabbè non me li ha raccontati perché mi ha detto che non esistono parole per definire ciò che ha visto.
Emoticon occhi a cuore – emoticon faccina che sorride – emoticon faccia di Paolo felice (che non esiste ma esiste lo stesso).

la grande corsa

A proposito della trasmissione: in Rai ti trattano veramente da Re…
Mi ha fatto molto ridere la telefonata della produzione il giorno precedente, quando mi dovevano confermare gli orari del treno prenotato. Mi hanno chiamato per dirmi che purtroppo non erano più disponibili posti in 1^ classe e che erano veramente dispiaciuti ma erano costretti a prenotarmi i posti in 2^: “Può andarti bene uguale? Sennò cerco di capire come poter fare!…” (con voce un pò affranta).
Non mi sembrava carino raccontarle che in India ho viaggiato e dormito in un treno dal quale scappavano anche i topi per paura di contrarre la leptospirosi…ho detto che “vabbè, va bene uguale, non ti preoccupare”

Vado verso la conclusione. Ci vado con un altro sorrisone stampato in faccia e nel cuore: la Spal è in Serie A! Cosa c’entra? C’entra eccome.

A parte la foto fatta con Bomber Antenucci, nella quale a giochi ancora non fatti (mancavano ancora almeno 15 punti) si parlava di “puntare in alto”, la Spal mi ha insegnato una grandissima cosa della quale farò tesoro, non solo per la mia impresa ma nella vita in generale.

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Vincere contro tutto e tutti. Dimostrare che con la determinazione e con un bel lavoro di squadra si possono ottenere risultati inimmaginabili. Arrivare là dove nessuno avrebbe mai creduto, continuando col sudore verso la meta anche contro a tutti quelli che riescono solo a spendere parole negative. Se punti la meta con determinazione non c’è nulla che possa fermarti.

Così hanno fatto loro, così ho scelto che farò io.

Infine, con meno sorriso ma con una lacrima, un pensiero a tutti questi incidenti tragici che negli ultimi tempi hanno coinvolto persone in bici. Dopo Michele Scarponi, proprio oggi è arrivata la notizia di Hyden e di Julia Viellehner, che si aggiungono anche a Mike Hall, un ultra cyclist inglese coinvolto in un incidente durante una gara un paio di mesi fa, e a tutti gli altri meno famosi che fanno una statistica da pelle d’oca: numeri relativi al 2015 parlano di 252 ciclisti morti solo lungo le strade italiane. Uno ogni 35 ore.
Amo la bici ma sono comunque un automobilista, uno da 50mila km all’anno, giusto per rendere l’idea.
Sono il primo a darmi del coglione quando rispondo a messaggi o guardo i social mentre sono alla guida: non si deve fare. Distrae. Cazzo si, distrae!
Non lo dico solo per difendere chi sta in bici (e molte volte, troppi ciclisti fanno un pò tanto gli spavaldi sui pedali occupando mezza carreggiata), ma lo dico per difendere chiunque sia per strada.
Stiamo attenti. La vita può essere sottile come un soffio: non mettiamoci nelle condizioni di fare dei casini. Facciamolo non solo per gli altri, ma soprattutto per noi stessi. La vita è troppo importante e metterla a rischio per delle distrazioni stupide ed inutili è davvero stupido ed inutile.

DAI!

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